Dietro le quinte di Atelier10 - Francesca Genetti di MosMea

gennaio 11, 2018 Atelier10 3 Comments

Buon anno a tutti, benvenuti nel 2018. Ormai tutti siamo più che tornati alle nostre attività quotidiane ed anche noi di Atelier10 non facciamo eccezione. Iniziamo l'anno con un'intervista speciale, dedicata ad una delle artiste del nostro team che si è sempre distinta per bravuta ed originalità. Molti di voi di certo già la conosceranno ma siamo certi che vi piacerà molto fare un viaggio nel mondo di MosMea.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Francesca, sono la mente creativa e le mani in movimento dietro le quinte di MosMea, un piccolissimo laboratorio artigianale ma un grande sogno di vita. Realizzo animali in stoffa da collezione, dipingendo e ricamando il tessuto, piccoli oggetti unici per chi ama la natura, i sogni e le favole.
Vivo in Trentino, nel centro di Rovereto sola con il mio cane, in una vecchia casa che amo, a una decina di minuti dal bosco.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
MosMea è uno spazio fisico, ma anche un angolo del mio cuore, nato con questo nome quasi una quindicina di anni fa. Di fatto è un contenitore creativo che mi segue da sempre anche se solo dal 2007 è diventato il mio lavoro a tempo pieno.
Il “creare con le mani” è una voglia e allo stesso tempo una necessità che sento da quando ho memoria e che per molti anni durante l'infanzia si è felicemente confusa con il gioco. Con il passare degli anni sono cambiate molte cose ma mi è sempre rimasta quella forte necessità di muovere le mani dando libero sfogo alla mente per raggiungere una serenità interiore che sì, ricorda in un certo senso quella del gioco infantile.
Per molto tempo non ho lontanamente pensato che tutto ciò potesse diventare un giorno il mio lavoro: ho una formazione poco affine all'idea di creatività (sono laureata in economia e commercio) e per alcuni anni ho lavorato come analista finanziaria. Quando la pressione del quotidiano, degli impegni e del lavoro è diventata tale da togliermi il tempo per sfogare la mia creatività attraverso un qualsiasi hobby manuale, ho iniziato a sentire una sorta di disagio interiore che in poco tempo mi ha portato a licenziarmi e iniziare questa nuova avventura: con un po' di fortuna e tanta incoscienza ho organizzato e aperto il mio piccolo laboratorio artigianale in cui nel corso degli anni mi sono cimentata in diverse attività creative (dalla pelletteria, al ricamo, la stampa, la sartoria…)

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Da sempre mi pare che ogni creazione sia spunto creativo per quella successiva, in un continuo di tentativi, sperimentazioni tanti fallimenti e qualche soddisfazione. Penso che l'ispirazione sia strettamente legata alla curiosità: rimanere curiosi della vita, di chi e di ciò che ci circonda penso sia uno stato necessario per maturare nuove idee e ispirazioni. Amo molto alternarmi in momenti di ipersocialità in cui l'ispirazione può venire dal confronto con i pensieri e le esperienze di chiunque incroci la mia giornata, a momenti di profondo isolamento in cui mi ritrovo a passeggiare nel bosco, in silenzio con il mio cane per poi tornarmene in laboratorio con in testa un gran fermento creativo.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
I miei lavori recenti nascono grazie all'impiego di diverse tecniche: un ampio spazio è riservato al disegno su stoffa, abbinato a cucito e ricamo. Come materie prime impiego generalmente cotone naturale per la base del disegno e imbottitura di poliestre per la struttura interna. Ultimamente mi diverto sempre più a impiegare anche piccoli oggetti vintage di recupero (come vecchie sveglie, vecchie porcellane, ...) o piccoli elementi naturali (come rami, gusci, fiori...) per contestualizzare e creare dei dettagli narrativi ai miei personaggi.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Non so se questo posso definirlo un trucchetto del mestiere, sicuramente è un atteggiamento positivo che spesso mi aiuta in momenti di difficoltà creativa. Credo fermamente nella libertà di assecondarsi invece di forzarsi, a volte ci sono giornate in cui la creatività proprio non trova la giusta via per uscire: rischio di passare ore e ore a cercare la giusta ispirazione senza che questa arrivi. Ho capito che in questi casi serve molto di più staccare completamente da quello specifico lavoro, che rimanere del tempo ad arrovellarsi su di una soluzione che tarda a venire. Conviene mollare lì tutto, cambiare aria, prendere e andare a fare qualsiasi altra cosa possa essere piacevole e rigenerante per un paio d'ore. Al ritorno poi, in genere, la soluzione ai propri problemi, il flusso creativo o la giusta ispirazione si presentano in maniera molto più semplice e naturale, con il vantaggio di trovarsi rigenerati nella mente .

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Ho una strategia molto semplice e poco programmata: da sempre utilizzo internet come strumento di promozione, abbinato ai vari canali social ed ho un negozio on line su etsy. Sono molto pigra per quanto riguarda fiere ed esposizioni di creazioni fisiche dal vivo. In genere mi definisco mal organizzata per tutto ciò che riguarda la promozione delle mie creazioni: manco completamente di programmaticità e costanza, ma devo ammettere che ho inserito entrambe le voci nei buoni propositi per l'anno nuovo!

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Sicuramente. Provengo da una famiglia in cui la creatività e l'arte hanno sempre avuto grande spazio. Da piccola sono stata educata a giocare più con la fantasia che con i giochi veri e propri, e penso che questo sia un primo importante stimolo per assecondare la creatività in un bambino. Crescendo ho imparato ad apprezzare il magnifico contesto naturale in cui vivo, lo splendore della natura che mi circonda, gli animali, i boschi e le montagne e tutte le piccole semplici cose che spesso sfuggono a sguardi frettolosi, non possono che influenzarmi positivamente ogni giorno.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Vita privata e lavoro per me sono strettamente legati. Più che obiettivi, direi che ci sono degli stati mentali che mi auguro di mantenere nel tempo: continuare a fare ed amare ciò che mi piace, dimenticandomi con leggerezza anche del peso di certe aspettative e mantenendo sempre alti entusiasmo ed empatia per tutto ciò che mi circonda, lavoro compreso.
Poi certo, migliorare sulla mia totale disorganizzazione non sarebbe male ;-P

Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Quando parlo di handmade mi piace posare l'accento sul rapporto che si può creare fra chi crea e chi compra. Mi capita molto spesso di lavorare su oggetti personalizzati: la personalizzazione di una creazione è una dimensione stimolante per entrambe le parti, per me che creo e non di rado trovo nelle richieste dei miei clienti nuovi spunti per lavori futuri e per chi ordina il prodotto che ha la possibilità di dare liberamente forma alle proprie idee. Non di rado poi si instaura un rapporto personale fra me e il cliente che non smette mai di emozionarmi. Ci sono clienti che a distanza di anni si ricordano di me tanto da mandarmi gli auguri a Natale o le cartoline dal mare. E quando succede sai che non parli più di clienti, ma di amici.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Vivere vendendo handmade al giorno d'oggi è tanto un'utopia quanto una scelta di vita che rifarei ogni giorno. Acquistare handmade è un piccolo atto di dissenso contro la massificazione squilibrata del sistema economico globale che tutti noi dovremmo davvero imparare ad amare e a fare sempre più nel nostro quotidiano, non solo come buona abitudine ma sopratutto come gesto consapevole del fatto che è esercitando le proprie piccole scelte che i grandi (dis)equilibri iniziano a cambiare.

Aggiungi se vuoi qualcosa per te importante che non siamo riusciti a chiederti in maniera diretta durante questa intervista
Fare questo lavoro mi ha portato a conoscere tante, tantissime realtà simili alla mia anche se tutte diverse nella loro unicità: artigiani moderni che si sdoppiano fra bottega e internet, fra fiere espositive e blog promozionali, fra materie prime locali e vendite internazionali. Il supporto e il grande senso di comunione che si è creato con tanti, tantissimi altri artigiani in molti casi mi è stato davvero prezioso, non solo per lo stretto lavoro ma anche a livello umano e personale. Atelier 10 è uno di questi casi. Grazie A10! :-)

Sito personale: www.mosmea.com
Shop Online: www.mosmea.etsy.com

Speriamo che questo viaggio vi abbia appassionato tanto quanto noi. Grazie a Francesca per la sua disponibilità e vi aspettiamo per il prossimo "Dietro le quinte".

3 commenti:

  1. Stupenda intervista come sempre! Non vedevo l'ora di sapere qualcosa in più su Francesca!

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