Dietro le quinte di Atelier10 - Valentina di Valentina Rivelli

Felice 2019 a tutti quanti. Com'è cominciato per voi questo nuovo anno? Per tutti questo è un lento momento di ripresa, dove tutto ricomincia. Che fine hanno fatto i vostri buoni propositi per quest'anno?
Noi ci stiamo impegnando per realizzarli, tenedo fede alle cose in cui crediamo: creativià, qualità, unicità, amore per i dettagli e tanto altro ancora. Il 2019 parte alla grande all'insegna di tutte queste qualità: vi presentiamo la storia di Valentina, del suo dottorato in Olanda, ma il resto ve lo lasciamo scoprire da soli.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Valentina Rivelli, sono originaria di Matera ma vivo a Milano. Creo gioielli, nasco come orafa ma mi sto specializzando in incisione.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
In realtà ho un background scientifico alle spalle. Dopo un dottorato di ricerca in Olanda sono rientrata a Milano, ho lavorato per un periodo nella ricerca e poi sono passata ad una ditta privata dove tuttora lavoro come tecnico analista di laboratorio. Questo lavoro, sebbene mi piaccia e sia la naturale prosecuzione dei miei studi scientifici, non mi rispecchia del tutto, non mi rappresenta completamente. Nonostante il mio percorso di studi scientifico ho sempre avuto una propensione per tutto ciò che è libera espressione.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Sono una sostenitrice del pensiero visivo, probabilmente perchè ne sono affetta; più che concentrarmi sui numeri e sulle parole tendo ad esprimere le idee per immagini. Probabilmente è per questo che la prima forma d'arte che mi ha appassionata è stata la pittura. O forse perchè ho avuto una nonna pittrice XD. Fatto sta che le immagini sono il mio linguaggio, anche nei gioielli che creo i richiami alla pittura sono sempre presenti. Il mio processo creativo parte sempre da un'immagine, questa è in genere il risultato di un sentimento, uno stato d'animo. Da li poi procedo a svilupparla in maniera diversa a seconda che stia creando un gioiello o che stia facendo un'incisione.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Lavoro principalmente con rame e argento. Il primo lo uso quasi esclusivamente per realizzare delle incisioni, il suo colore caldo è perfetto per far risaltare un ornato. L'arte dell'incisione sta piano piano scomparendo ed è un peccato vero. Credo che qualsiasi pezzo di gioielleria, per quanto semplice o banale sia, una volta inciso acquisti una dignità e una unicità tutta sua, l'incisione lo porta ad un altro livello.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Per quanto riguarda l'incisione ho due consigli: il primo è proteggersi SEMPRE! I ferri sono molto affilati e specie all'inizio ci vuole un attimo a farsi male, quindi garze protettive per le dita sempre! Il secondo è di non perdere fiducia. L'incisione a bulino è una tecnica difficile, riuscire a controllare bene i ferri richiede tanta pratica e se non si incide per un po' si tende a perdere la mano, detto questo, nonostante la pratica e l'esperienza, capita sempre che un ferro sfugga e che si commetta qualche errore, laddove non è possibile correggere bisogna imparare a lavorare con quell'errore, magari a valorizzarlo e farlo diventare qualcos'altro di non previsto.

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Instagram è il mio canale di promozione preferito! Vendo principalmente online, ho fatto contovendita in alcuni negozi di Milano, ma non sempre è facile, almeno per me, in seguito ad alcune brutte esperienze, per sentirmi a mio agio con il contovendita ho bisogno di trovare una persona di cui fidarmi. I mercatini sono un'altra cosa che mi piace fare, purtroppo avendo un lavoro full time faccio fatica ad avere stock sufficiente per farne tanti quanti vorrei, ma è qualcosa che sicuramente nel 2019 vorrei fare di più! Uscire dal mio piccolo laboratorio ed incontrare le persone che comprano e indossano i miei pezzi è impagabaile!

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
In qualche modo si, è proprio il contesto in cui vivo che mi influenza maggiormente. Ho sempre sentito l'urgenza di creare, quando non trovavo il modo di farlo stavo male e allo stesso modo quando stavo male la necessità di esprimere la mia creatività diventava un'urgenza. Albert Einstein diceva "La Creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura". Questa frase mi rispecchia totalmente, sono i momenti di difficoltà che, nel mio caso, portano ad una riflessione che la Creatività poi trasforma in un'idea. Quanto più il contesto mi è ostico tanto più la mia produzione artistica aumenta.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Vorrei continuare a studiare, l'incisione è una tecnica poco conosciuta e difficile da imparare da autodidatta, i maestri incisori si contano sulle dita di una mano e l'ambiente dell'oreficieria non è dei più semplici, il più delle volte c'è poca condivisione, ogniuno tende a tenere i trucchetti imparati con l'esperienza per sè. Vorrei anche riuscire a ritagliarmi più tempo per incontrare i miei clienti, vorrei davvero poter parlare con loro, per questo uno degli obiettivi per il 2019 è riuscire a fare più mercatini.

Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Handmade per me vuol dire unicità. Vuol dire donare un pezzo di sè a qualcuno, che si tratti di pittura, oreficiera, scultura... Dietro ogni pezzo c'è una storia, chi l'ha creato l'ha realizzato perchè spinto da qualcosa, da una riflessione, da un pensiero, da un'esperienza. Ti regalo una mia esperienza, un'esperienza che è stata trasmutata in qualcos'altro. Cambia la forma, non l'emozione.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Al giorno d'oggi, mentre galoppiamo verso l'omologazione, acquistare o vendere handmade significa distinguersi. Fare uno sforzo per trovare qualcosa che sia per te e solo per te, che ti rappresenti. La diversità e l'unicità che contraddistingue ogni individuo è un valore prezioso, l'handmade celebra questa diversità.



#Slowgift - Una storia di Atelier10

Quando mi chiedono cosa significhi per me regalare handmade, mi viene sempre in mente lo stesso esempio. Hai presente quando sei adolescente e il tuo ragazzo si presenta il giorno di San Valentino con un tubo di cioccolatini comprati dal benzinaio, perché si è ricordato che giorno era all’ultimo momento, perché quello è quel che regalano tutti e, onestamente, perché non gliene frega assolutamente niente della festa ma non ti vuole di cattivo umore? Bene.

Il regalo handmade è l’esatto contrario.
Photo Credits: PetiteFraise Jewelry
Qualche giorno fa è partita sulle varie piattaforme di Atelier 10 la campagna #slowgift, per promuovere l’importanza di scegliere un regalo handmade.Quest’articolo nasce dalle tante voci dei creatori di Atelier (magari fosse tutta farina del mio sacco!) e no, non sono sempre le solite storie…
…il discorso più bello, che è poi quello che da il nome a tutta la campagna, è il discorso sul tempo. Ve lo ricordate, il tempo? Quella cosa che vorremmo avere e non abbiamo mai, quella cosa inafferrabile che chissà dove va a finire e che ci rende tanto tristi quando passa, specialmente se non siamo riusciti a farne quel che sognavamo. Già, ma cosa c’entra l’artiginato?
Photo Credits: Tutto Si Crea

Tutta la produzione artigianale si basa sul tempo: i tempi di produzione più lunghi, la (lunga!) storia di apprendimento, di fallimenti, di ricerca e di ispirazione, le consegne più lente (anche noi litighiamo con le poste!), le notti in bianco, le ore spese a cercare di capire i media, le tasse, la partita iva, il tempo ‘perso’ ai banchetti, a fare foto, a cercare di raccontarci.
Photo Credits: Pupillae - Art Dolls

E non è tutto, per scegliere un oggetto handmade è importante che anche tu, cliente, ‘perda’ tempo: bisogna rallentare per cercare il regalo giusto, girare i mercatini e fare ricerche online, pensarci per tempo, meditare, mettere idee sul piatto e ‘correre il rischio’ di farsi realizzare qualcosa su misura. Non lo faresti per una persona qualunque, giusto? Pensa a quanto valore aggiunto c’è, in una cosa donata così!

Siamo una società di persone piene, pienissime, di cose che non ci ‘dicono niente’, compriamo spesso come forma di antistress, compriamo cose perché costano poco e non perché ci piacciono davvero. Lo spazio per accumulare non basta mai, fatichiamo a trovare noi stessi e a lasciarci andare. Lo sappiamo che non funziona, e forse è davvero tempo di scendere dalla giostra. Un passo alla volta, proviamo a cominciare dai regali importanti.
Photo Credits: Reef Knot Home

Il regalo handmade è una filosofia, una forma di libertà. Sei tu con le tue emozioni che scegli, non il mercato. Quante volte ti è capitato di buttare via una cosa fatta a mano? Sembra buffo, ma non succede quasi mai. Perché quella non è una cosa qualunque, ha una storia che è cominciata prima di te, e poi la storia di come è finita tra le tue mani, tutta una rete di relazioni e emozioni che fanno ormai parte di te... perché dovresti lasciarla andare?

Già ti ho convinto, e nemmeno ho ancora parlato di tanti altri i valori positivi che una creazione fatta a mano porta con sé. La moralità dell’acquisto handmade, il fatto di sapere chi l’ha fatto e come l’ha fatto, l’ecosostenibilità. La qualità dei materiali e della lavorazione, la promozione delle relazioni umane (non sono certo l’unica che si scambia gli auguri con le sue clienti!), il sostegno alle piccole produzioni locali.

Inutile provare, un regalo artigianale non è affatto la stessa cosa.
Photo Credits: Telltale Design

Quest’anno prova a regalare dei valori, e ancora di più, prova a regalare del tempo. E speriamo che quella piccola cosa tanto pensata e cercata sia contagiosa, e che inviti le persone a cui tieni a rallentare e a trovare il tempo per le cose importanti. Tempo per chi ami, per nutrirsi e rinnovarsi.

Regalare un prodotto artiginale vuol dire ‘ti voglio bene’. E noi auguriamo a tutti di saper leggere questo messaggio segreto scritto in piccolo e nascosto nei più bei dettagli dei nostri prodotti.




Selezione curata per Atelier10  
da Silvia di Mammabook
Silvia è illustratrice e dipinge miniature su pietra. Qualche mese fa è uscito il suo primo libro Il mio Libro degli Amici, in collaborazione con Valentina Cavalli. Collabora con varie aziende locali per creare materiali da promozione illustrati (mappe, loghi, etichette). Per conoscerla meglio, vi invitiamo a leggere la sua intervista nel nostro blog.

Dietro le quinte di Atelier10 - Elena di LeBambinediCaldalana

Che ne dite di finire questo 2018 con un racconto che è quasi una coccola per la dolcezza e la delicatezza delle sue creazioni? Questa è la storia di Elena di LeBambinediCaldalana. Buona lettura a tutti voi.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Sono Elena Ribolzi, creo delle piccole poesie di lana e vivo in Piemonte.


Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Ho sempre amato l’Arte nelle sue molteplici forme e nel tempo ho sperimentato varie tecniche. Tuttavia per molti anni l’ho riposta in un cassetto facendo lavori decisamente poco creativi. Durante un percorso di crescita personale mi è stato consigliato di approfondire la filosofia Waldorf, e di frequentare il corso di pedagogia per insegnanti che mi ha stimolato a “riaprire il famoso cassetto” chiuso da anni. Ho conosciuto così la lana cardata che ho imparato a lavorare da autodidatta spinta da una frizzante curiosità che nel tempo si è trasformata in vera e propria passione. Dopo innumerevoli tentativi, i buffi batuffoli di lana hanno preso forma e carattere e sono nate “LeBambinediCaldalana”. Il loro viso appena abbozzato funge da specchio, permette di liberare la fantasia immaginandone la fisionomia e aiuta ad entrare in contatto con il bambino che custodiamo nell’anima. Per questo si chiamano “bambine” e non “bambole”, mi piace immaginarle come dei piccoli semini in grado di far germogliare la tenerezza nei cuori.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
L’ispirazione maggiore la colgo nella Natura, ogni suo aspetto mi emoziona e stimola nuove idee, così come respiro aspetti poetici nei semplici gesti quotidiani, nella musica o nelle favole. Nell’ispirazione visualizzo la composizione già finita, è la creazione stessa che sembra guidare le mie mani per darle forma e vita.


Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Sono sempre alla ricerca di materiali preziosi con cui creare, e dedico molto tempo e cura a questo aspetto. Il mio desiderio maggiore è che le mie creazioni trasmettano amore, per questo il materiale con cui le realizzo non può che essere cruelty free. La pregiata lana con cui sono fatte è biologica ed è tinta con colori naturali. Utilizzo diversi filati in base alla morbidezza che mi serve per un determinato particolare ed infeltrisco tutto a secco e con il calore delle mani. Spesso accompagno le creazioni con elementi in legno e fil di ferro oltre a scovare nei mercati dell’antiquariato piccole preziosità: un vecchio slittino, una bicicletta, dei cristalli antichi, dei pizzi rari e raffinati, delle lettere d’amore scritte in quella poetica calligrafia di un tempo...

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
La lana è un materiale bellissimo ma non è particolarmente duttile, non ci sono trucchi o scorciatoie che consentano di arrivare in fretta al risultato sperato, il processo stesso della lavorazione obbliga alla riflessione e alla calma. È importante usare gli strumenti giusti, ma soprattutto è la padronanza della tecnica che fa la differenza e che si acquista solo dopo innumerevoli tentativi ed esperimenti. Tuttavia la bellezza della lana è che prende la forma dell’interiorità di chi la modella e, a prescindere dal risultato finale, il semplice fatto di manipolarla è arte terapia allo stato puro. 


Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
La mia vetrina principale è internet, ”LeBambinediCaldalana” sono presenti su tutti i principali social e questo mi permette di raggiungere ogni luogo del mondo. Di tanto in tanto partecipo ad eventi selezionati e alcune creazioni sono esposte in negozi e ristoranti ricercati. Nel mio Atelier, previo appuntamento, amo accogliere e chiacchierare con chi desidera conoscere le mie creazioni.

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Sono nata e cresciuta in un paesino del Piemonte, ai piedi di un fiabesco castello medioevale, che si erge su lievi colline ed è incorniciato da una catena montuosa il cui profilo ricorda una bella donna dormiente. Tutt’intorno si alternano boschi, prati, campi, piccoli laghi e fiumi. Questo paesaggio fa da sfondo alla mia colorata e romantica fantasia. Avere la natura a portata di sguardo è sicuramente un ingrediente fondamentale per me che son sempre con la “testa tra le nuvole”.


Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
L’obbiettivo principale è quello di migliorarmi sempre, affinando la tecnica e creando opere sempre più uniche e originali in modo da poter toccare più cuori possibili. In questo momento ci sono molte cose che “bollono in pentola” e non vedo l’ora di potervele presentare.

Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà. 
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad uno splendido movimento che vede il ritorno della figura dell’artigiano e la riscoperta di tradizioni e competenze accantonate dalla frenesia e velocità dell’era moderna. Dalla produzione seriale si ritorna ad apprezzare un lavoro capace di dare qualità e valore al tempo necessario per creare oggetti unici. Ora il vento sta nuovamente cambiando, c’è un ritorno alla ricerca del bello e delle cose che hanno una luce propria. Gli artigiani oggi, cavalcando il web, stanno creando nuove sinergie miscelando gli antichi mestieri alle nuove tecnologie che permettono di entrare nelle loro botteghe con un semplice click da ogni parte del mondo, dando così la possibilità a tutti di avere tra le mani qualcosa creato ad arte e su misura dei propri desideri.
 

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Acquistare handmade è una scelta etica e consapevole. Significa riconoscere il valore dell’unicità, della tradizione e dell’arte manuale, educare alla qualità e non alla quantità.

Aggiungi se vuoi qualcosa per te importante che non siamo riusciti a chiederti in maniera diretta durante questa intervista
L’importanza di non rinunciare mai ai propri sogni e ancor più è fondamentale il coraggio di riaprire i cassetti chiusi. L’Arte è un ottimo mezzo per fare un viaggio alla scoperta di se stessi, essere autentici è il nostro scopo primario.

Sito: www.lebambinedicaldalana.com

Atelier10 Cover Products - 2018 November


Il Natale è alle porte e cosa è meglio di una speciale mini selezioni di prodotti tutti targati Atelier10?
Partiamo senza tergiversare.

Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #16: Atelier10 presenta Bottega Orto del Re


Siamo arrivati al sedicesimo Handmakers' Brunch, ne abbiamo fatta di strada insieme. Il 2018 di conclude con la storia di una ragazza, quello che si dice un'artista "a tutto tondo". Non vogliamo rubarvi tempo prezioso e vi lasciamo immergere nella storia di Graziana e della sua Bottega Orto del Re.


Chi sei, cosa fai e dove vivi?

Mi chiamo Graziana, trent'anni tra un mese (argh!) e sono un'attrice teatrale. Vivo ad Agrigento ancora per due settimane, dopodiché mi ritrasferirò a Catania per motivi di lavoro. Mi alterno tra una vita da attrice e quella da artigiana. Quando non sono in sala prove sono nel mio laboratorio a cucire e a realizzare il mio piccolo sogno artigianale. Amo l'arte in tutte le sue forme e sogno una vita che sia continuamente sballottata tra queste forme.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Sembrerà banale a dirsi, ma la mia attività è iniziata per caso. Frequentavo l'accademia d'arte drammatica di Catania e un giorno ci fecero uscire prima a causa di un guasto all'impianto elettrico. Così con le mie colleghe decidemmo di fare una passeggiata per la città. Per caso ci imbattemmo in un negozio di articoli artistici e lì mi venne l'idea di cominciare a sperimentare. Così comprai tutto il necessario.A quei tempi bevevo davvero tanto caffè ed avevo sempre un tremolìo alle mani e nessuno credeva che a causa di questo avrei avuto la pazienza di partire da zero e provarci. Mi ricordo che i primi tempi mi chiudevo nella mia stanzetta universitaria a creare quelli che, secondo me, erano dei bellissimi mostriciattoli, ma dalla faccia che facevano le mie coinquiline quando mostravo loro i miei primi risultati orgogliosa, erano solo dei mostriciattoli. Ma ho capito subito che questa strada non l'avrei mai abbandonata. Ho continuato a provare, a sperimentare, a sbagliare, fino a quando ho cominciato a crescere e a misurarmi quella che ero e quella che volevo diventare. Sono ancora oggi in continua evoluzione, non mi piace restare ferma dentro ad uno stile. Così sono passata dalla tecnica wire al collage su vetro, dal cucire fiorellini e pietre preziose al cucito vero e proprio di cui adesso sono innamorata, grazie anche alla persona che mi ha insegnato e seguita non smettendo mai di credere in me e nella mia attività artigianale.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Durante la giornata penso spesso alla mia Bottega e a cosa mi piacerebbe fare e realizzare. Cerco sempre di inventarmi cose nuove che siano in linea col mio modo d'essere. L'ispirazione può metterci giorni o settimane ad arrivare, ma ci sono altre volte che si accende in testa una lampadina. In questi momenti succede che ovunque io mi trovi cerchi di appuntare quell'idea o quella suggestione per poterla sviluppare dopo. Mi è successo in pizzeria mentre ero a cena col mio fidanzato di pensare a delle collane che potessero abbinarsi alle mie fasce turbanti. Ho dovuto scrivere su un tovagliolino quell'ispirazione davanti la faccia incredula, ma rassegnata di lui. Ma le suggestioni non arrivano solo in questo modo. Oltre all'amore e alla dedizione che ho verso il mio progetto mi serve un continuo studio. In generale mi piace documentarmi, guardare immagini, ispirarmi, studiare i trend del momento. Ecco. La curiosità mi ispira continuamente.


Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Mi piacerebbe continuare ad alternarmi tra vita da attrice e vita da artigiana. Vorrei continuare a crescere con la mia Bottega, farne davvero un progetto di vita. Essere totalmente indipendente da chiunque altro e dipendente da me stessa e dalle mie capacità. E perché no, magari un giorno aprire una boutique!