Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #10: Atelier10 presenta Mireloom

La primavera è arrivata ma il tempo non ci assiste molto. Che ne dite di una massiccia dose di colori e allegria? Per la prima intervista del 2017 dedicata al Handmakers' Brunch vi vogliamo presentare Mirella di Mireloom. Lei ha una storia da raccontare piena di passione incontri che l'hanno ispirata.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Sono Mirella, vivo a San Mauro Torinese e a pochi passi da casa c'è il mio regno: un locale pieno zeppo di filati, colori e telai di tutte le dimensioni, dove sprofondo nel mio lavoro e dimentico tutto e tutti per diverse ore al giorno.
Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Ho incontrato la tessitura negli anni settanta. Allora era nell'aria, sull'onda della cultura hippy. La folgorazione è avvenuta in due tempi, il primo a Stoccolma al Museo Nazionale, dove mi sono imbattuta per la prima volta in opere di fiber art e il secondo in casa di una tessitrice olandese con una stanza dedicata a un unico fantastico, enorme telaio a pedali. Tornata a casa ho iniziato a pensarci su e, un po' per volta, ho imparato a entrare nel mondo della tessitura esplorandolo da diversi punti di vista. La tessitura etnica, la fiber art e la produzione di oggetti tessili, come accessori per l'abbigliamento e per la casa sono tuttora i campi d'interesse che continuo a frequentare assiduamente.
Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Non sono una persona metodica e non amo fare progetti troppo vincolanti . Quando creo un arazzo o una semplice sciarpa mi organizzo creando delle linee guida non troppo rigide e poi parto con l'esecuzione, durante la quale devo sentirmi libera di scantonare e seguire il flusso delle idee. L'ispirazione mi viene da suggestioni improvvise date da un'immagine, da un fenomeno naturale o altro, che elaboro poi nottetempo. Il colore è il principale protagonista delle mie creazioni. Non chiedetemi lavori monocromi o dai colori tranquilli e monotoni, non sono il mio pane. Chiedetemi piuttosto di saltellare da un colore all'altro e di accostare l'impossibile, allora sì che rinasco!

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
La tessitura è un mare senza confini, vorrei navigarlo tutto, ma non è possibile. L'obiettivo? Triplicare il tempo a mia disposizione.


Shop Online: www.mireloom.etsy.com
Pinterest: it.pinterest.com/mireloom

Vorreste essere tra i prossimi ad essere intervistati? Volete condividere con tutti noi il vostro lavoro e le vostre idee creative? Ecco come fare: seguiteci sulla pagina Facebook di Atelier10 e troverete nei prossimi mesi i nuovi eventi Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi. A presto!

Dietro le quinte di Atelier10 - Giovanna Monfeli di Jo Handmade Design

Marzo. La primavera è alle porte e noi abbiamo assoluto bisogno di sole, colori e tanta energia positiva. Per questo oggi vi parleremo di un'altra artista che fa parte del team di Atelier10, lei è Jo e realizza con le sue mani piccole opere per grandi sognatori. Siete un po' curiosi?

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Giovanna Monfeli, conosciuta ai più semplicemente come Jo. Quest'anno compirò 36 anni e da 12 vivo in un paesino in provincia di Viterbo, ma sono romana. Sono graphic designer, appassionata di fotografia e affascinata da qualsiasi arte manuale. Come Jo handmade design ho scelto di dedicarmi ai piccoli e ai grandi sognatori, proponendo oggetti di design per le camerette e per la casa. Oltre agli oggetti fisici realizzo anche dei tutorial di cucito descritti e illustrati passo passo per permettere a chiunque di cimentarsi nella realizzazione di un mio disegno.

 Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Non è semplice rispondere al quando e al perché ho cominciato poiché in realtà non c'è mai stata nessuna linea di partenza, è stato tutto sempre molto naturale, istintivo, la risposta ad un bisogno creativo cresciuto assieme a me. Posso piuttosto definire delle fasi creative sfociate nel 2013 nell'ultima e più importante: Jo handmade design. Che io ricordi ho sempre pasticciato con le mani. D'altronde ho avuto due grandi maestri: nonna Lea mi ha insegnato l'arte del cucito e mio padre tutto quello che c'è da sapere sul fai da te. Fintanto che ho studiato e lavorato è stato tutto un gioco: la bigiotteria artistica, i vestitini per bambini e i fiabeschi gatti di pezza ispirati ai disegni di un'amica illustratrice. Ma con Jo handmade design ho iniziato a fare sul serio. Persa la prospettiva di un impiego ho rimboccato le maniche e mi sono lanciata in questo ambizioso progetto.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Le mie creazioni sono frutto della fantasia, si manifestano dapprima nella mente e nei momenti più improbabili: alla guida, mentre sono con gli amici, durante la visione di un film o subito prima di addormentarmi. Ovviamente, come in ogni arte, c'è uno studio e una ricerca approfondita dietro tutto questo, a volte anche inconsapevole: mi piace trarre ispirazione da ciò che già esiste, dai film di animazione, dalla vita di ogni giorno, dalle nuvole... tutto può dar inizio ad un disegno. Scarabocchio l'idea su un grande book e poi comincio ad analizzare i materiali, i colori, la dimensione e il procedimento per mettere insieme tutti i pezzi. Disegno il modello in scala reale, ricerco il materiale più indicato, taglio le parti e comincio a dar forma all'oggetto cucendo prima qualche prototipo. Solo quando sono soddisfatta del risultato creo l'articolo definitivo.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
I primi strumenti che impiego nella realizzazione delle mie creazioni sono sicuramente ago e filo. Utilizzo vari tipi di stoffe a seconda della destinazione d'uso dell'oggetto (cotone, lino, velluto, similpelle), filati di cotone da lavorare all'uncinetto o per ricamare un determinato particolare. A volte compaiono anche elementi in legno o parti dipinte a mano sulla stoffa. Mi piace sperimentare, giocare con i materiali e gli accostamenti per creare soluzioni sempre nuove.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Accidenti... di dritte tecniche e trucchetti ne ho molti, ma tutti relativi a un caso specifico, a una situazione in cui ci si può trovare cucendo, non so come sceglierne uno e descriverlo a parole. Posso però consigliare a chi si cimenta nel mio stesso campo creativo di non demordere mai, di continuare a sperimentare e a provare fintanto che non raggiunge il risultato sperato. Nella mente o sulla carta può risultare semplice visualizzare un oggetto tridimensionale, un po' meno tradurlo in ritagli di stoffa che cuciti assieme diano la forma sperata. Ideare e visualizzare il proprio oggetto è il primo passo; un numero non stabilito di tentativi di assemblaggio e prototipi il secondo passo, in cui non possono assolutamente mancare determinazione, passione e qualche nozione di geometria; in ultimo provare tanta soddisfazione nel creare un pezzo unico e originale, curato in ogni dettaglio.

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Il web è il mio primo canale di promozione e di vendita, anche se a volte partecipo a mercatini di artigianato selezionato. Trovo che internet sia un'ottima vetrina soprattutto per i tutorial e i modelli di cucito, meno adatto ai prodotti fisici di grandi dimensioni per le spese di spedizione elevate. Per la vendita degli oggetti prediligo dunque i mercatini e il contatto diretto con le persone, che possono così toccare con mano le mie creazioni e scambiare qualche parola con me sulla storia che c'è dietro ad ogni pezzo.

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Assolutamente si! Sono cresciuta nella periferia nord di Roma, in un quartiere in cui le strade non erano asfaltate e nei campi pascolavano le pecore. Non c'era la tecnologia che c'è oggi per cui si passava molto più tempo a giocare all'aperto. Quando ero in casa guardavo la nonna cucire e aiutavo il papà nei lavori manuali. Ho sempre preferito usare le mani che impegnare la testa sui libri, era più naturale per me. Tutto questo penso sia stato un bene, mi ha aiutato a sviluppare curiosità, capacità creative e la propensione per un lavoro indipendente. Ad oggi, anche con gli studi fatti, non mi vedo proprio in uno studio dietro lo schermo di un computer.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Prima di tutto riuscire a realizzare le idee ancora sulla carta, considerando che ho più di un book pieno di scarabocchi, ho molto lavoro davanti. Voglio continuare sulla strada che ho intrapreso, farmi conoscere da quante più persone possibili e affermarmi per chi sono e per quello che amo fare. In tre parole il mio obiettivo è continuare a divertirmi, sperimentare e sorprendere!
Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Viviamo in un'epoca in cui possiamo avere tutto e subito, ma quel tutto e subito è senz'anima. L'artigianato ha il potere di riportare in luce i valori dimenticati: passione, dedizione, cura, dettaglio, fatica, sapere, capacità, insuccessi, successi, originalità, bellezza, semplicità... Ci circondiamo di oggetti tutti i giorni, viviamo spesso in ambienti asettici, perciò quando possibile è bello avere qualcosa che scaldi l'ambiente, il cuore e stimoli i sensi.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Vendere handmade al giorno d'oggi in Italia non è semplice, soprattutto perché non si sa più riconoscere, ahimè, il valore dell'inventiva e del lavoro manuale. Quando però accade che tra artigiano e acquirente ci sia intesa, ci sia sintonia, ci sia in entrambi il giusto sapere di arti preziose, si crea un campo di forza che non ha eguali e la rarità del momento ha perlomeno il pregio di aumentarne l'intensità.

Aggiungi se vuoi qualcosa per te importante che non siamo riusciti a chiederti in maniera diretta durante questa intervista.
Se sono diventata chi sono e mi sono potuta permettere il lusso di scegliere il mio lavoro e fare ciò che amo è anche grazie al sostegno costante dei miei genitori, che credono ciecamente in me e nelle mie capacità. Non dico che all'inizio non nutrissero qualche dubbio, ma è anche normale. Nella mia famiglia la manualità ha saltato una generazione, passando da mia nonna direttamente a me, ma mia madre ha idee da vendere e riesce sempre a trovare la soluzione ad ogni mio intoppo. Come quella volta in cui mi ha suggerito la spugna per i fiori per sviluppare dei modelli tridimensionali da cui ricavare un modello in stoffa... Genio!

Sito Web: johandmadedesign.blogspot.it
Shop Online: www.johandmadedesign.etsy.com
Pinterest: www.pinterest.com/johandmadesign

Chi vuole un'anticipazione sulla prossima intervista? Possiamo dire solo che parleremo di gioielli, insoliti e colorati gioielli. Curiosi?

Febbraio: non solo S. Valentino

Ma com è possibile scrivere di S. Valentino dopo S. Valentino?
Ebbene la risposta è semplice: l'amore non è solo per S. Valentino ne possiamo parlare sempre, senza scadenze particolari e senza obblighi. Inoltre come si fa a resistere quando ci sono artisti che con dei prodotti fantastici?

Patrik è un ragazzo velato da una leggera malinconia, leggera e dolce come lo zucchero. Lui è l'illustratore che sta dietro a Il lato fresco del cuscino. Con il suo tratto gentile Kino, questo il suo soprannome, racconta storie delicate, mai scontate, un po' profonde e un po' con la testa tra le nuvole. Sono certa che saprete sorprendervi delle piccole cose.

Shop: Il lato fresco del cuscino

Greta racconta storie di carta. Con il suo progetto Pamphlet ci porta spesso in viaggio, tra influenze arabe e greche, tra colori decisi che si fondono ad un design molto elegante.
Una delle ultime collezioni nate quest'anno è Allyouneedislove "Una collezione dove il cuore è l’unico protagonista." cit. e sappiamo benissimo che di cuore ne dobbiamo parlare sempre e non solo nelle grandi occasioni.



Shop: co-hive.com/market/brands/pamphlet

Sapete cosa vuol dire Nigutindor? Da un'espressione milanese "te regali un bel nigutin d'or" ti regalo un niente tutto d'oro. Anna regala tutto il contrario, un sacco di piccole bellezze in ceramica, un mare di colori, di originalità, una spiazzante semplicità che esplode come il suo sorriso.
Oggetti artigianali fatti con amore. Visitando i suoi canali social abbiamo scoperto che tra pochissimi giorni sarà il compleanno di Nigutindor quindi è un'ottima occasione per conoscerla meglio! La bellezza non è solo per S. Valentino!

Facebook: www.facebook.com/NigutinDor
Instagram: www.instagram.com/nigutindor
Shop: www.NigutinDor.etsy.com

Febbraio, non solo S. Valentino, dicevamo. La seconda cosa che ci viene in mente è il carnevale: colori, dolci, giochi!
A Bergamo, in pieno centro, c'è un piccolo angolo di dolcezza e felicità, una pasticceria creativa piena di tanto talento e fantasia: Pasticcioni! In realtà non servono molto parole per parlare di loro, basta guardare il loro account Instagram e di certo anche voi sentirete un profumo di dolci buoni da impazzire. Per chi fosse vicino a Bergamo, in via S. Lazzaro 6/A potrete degustare questa gioia per gli occhi.

Facebook: www.facebook.com/Pasticcioni
Instagram: www.instagram.com/pasticcioni

Un salto nel vero carnevale pensando ai più piccoli? Bymamma190, tra le tantissime creazioni, ci regala dei fantastici costumi di carnevale realizzati completamente a mano. Il tocco di genio sono delle felpe realizzabili per bambini di tutte le età perché lo sappiamo che per i più piccoli è sempre il giorno giusto per mascherarsi un po!

Facebook: www.facebook.com/bymamma190
Instagram: www.instagram.com/bymamma190
Shop: www.bymamma190.etsy.com



Selezione curata per Atelier10 da Delfina di It's Time To Dream.

Delfina realizza 2 linee differenti che potete ammirare nel suo shop. #LoveYourPet dedicata agli animali ed agli amati degli animali,  #DilloConUnCuscino la linea che parla attraverso frasi dipinte a mano su tessuto.

Atelier10 Cover Products - 2017 February


Dove acquistare i prodotti della nuova cover?
Semplice: dai nostri Atelieristi di fiducia.


Dietro le quinte di Atelier10 - Marisa Liuzzi di Bussola Creazioni

Vi è piaciuto il viaggio in Puglia che abbiamo fatto lo scorso mese in compagnia di Giusy? Perfetto. Anche a febbraio non ci muoveremo da questa bellissima e ricca terra. Siamo sicuri che rimarreste ipnotizzati dall'ecletticità della nostra Marisa. Immagini, tecniche, colori, ambientazioni. Non vogliamo svelarvi nulla per farvi godere a pieno la sua intervista.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Marisa, ho 33 anni e vivo e lavoro a Putignano, un paesino in provincia di Bari, dove mi occupo di grafica, progettazione ed organizzazione eventi per il coworking Coffice Putignano. Qui c'è anche il mio laboratorio, quartier generale di mille progetti e idee che mi frullano in testa.
Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Ho iniziato nel 2007 per gioco creando gioielli per me e per parenti e amici. Ho cominciato subito a prenderci gusto ampliando la produzione, aprendo shop su piattaforme online e soprattutto cominciando a sperimentare con tecniche e materiali differenti passando dall'utilizzo quasi esclusivo di tessuti al taglio laser, fino ad arrivare nell'ultimo periodo all'incisione e al papercutting.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Sono fortemente attratta dall'estetica giapponese (e asiatica in generale) perchè pulita, essenziale e minimale ma allo stesso tempo estremamente diretta ed efficace. L'ispirazione nasce quindi da libri, immagini, illustrazioni e dall'accostamento caotico e istintivo di materiali e forme.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
La mia produzione con gli anni è diventata molto eterogenea e così anche materiali e tecniche. Per i gioielli utilizzo principalmente tessuti con una predilezione particolare per la seta chirimen, utilizzata per i kimono giapponesi tradizionali. Per le stampe linoleografiche e le tshirt incido artigianalmente su matrici in linoleum o gomma con sgorbie e bisturi partendo da miei schizzi e disegni per poi stampare, sempre a mano, su stoffa e carta. Per i tatebanko infine, piccoli quadretti tridimensionali, utilizzo carta, cartoncini, fogli lucidi e carta da origami. Incido direttamente col bisturi su carta disegni e forme per poi "montarli" su vari livelli all'interno di una scatola realizzata sempre a mano con la tecnica degli origami.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
L'unica dritta che mi sento di dare è l'esercizio costante e continuo. Studiare e perfezionarsi con i mezzi che si hanno a disposizione, libri, siti internet e seguendo chi utilizza la stessa tecnica a livello professionale. Apprendere da chi è più bravo di noi insomma.


Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Sono praticamente su quasi tutti i social network principali: Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, Youtube. Per evitare dispersione di informazioni ho realizzato anche un sito internet dove sono raccolte foto, info su rivenditori e shop online oltre che una sezione news. Partecipo saltuariamente a fiere e mercatini (molto molto meno rispetto al passato) ed espongo e vendo in negozi sparsi in Italia oltre che chiaramente nel mio laboratorio dove mi piace accogliere amici, colleghi e clienti con un the, un caffè (...o una birra). E ci sono chiaramente anche le piattaforme online di vendita come Etsy e Dawanda.


Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Sono pugliese e la mia terra mi ha sicuramente influenzato coi suoi colori e la sua poeticità. Al momento non vorrei lavorare in un posto diverso e, nonostante tutto, le difficoltà connesse alla mia realtà non le vivo come limitanti. Posso ritrovare stimoli in mille modi diversi, leggendo, viaggiando, ricercando continuamente, posso arrivare ovunque. In questo senso non penso che il contesto mi favorisca/sfavorisca o influenzi in alcun modo particolare. Potrei esser qui o in Papuasia (faccio per dire) e sarebbe lo stesso.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Vorrei che questo diventasse il mio unico lavoro, vorrei poter aver il lusso di concentrarmi unicamente sui miei progetti.

Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
L'artigianato è esplorazione continua, è materia che diventa altro, è espressione tridimensionale di un'idea, é terapia, valvola di sfogo e concretizzazione, tramite le mani, di ciò che si ha nella testa, è il dare un ordine e un corpo alle idee.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
E' una rivoluzione!
Pinterest: it.pinterest.com/bussola83/

Allora? Che ne dite della nostra Marisa?
Il prossimo appuntamento con i nostri "Dietro le quinte" è come sempre il mese prossimo. Secondo voi chi sarà il possimo designer intervistato? Nel frattempo vi invitiamo a seguirci sulla nostra pagina Facebook dove ogni giorno pubblichiamo le crezioni di un atelierista a rotazione.