Dietro le quinte di Atelier10 - Serena di SerenaDeGraziaDesign

Il mese di Novembre di solito non ci ricorda dei bei colori o delle giornate piene di sole quindi ci pensiamo noi di Atelier10. Oggi vi preseniamo un'artista davvero brava che fa parte della nostra meravigliosa squadra già da un po' di tempo. Siamo certi che vi innamorerete subito dei sui disegni bellissimi. Ecco a voi Serena De Grazia.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Sono Serena De Grazia, ex avvocato e mamma di due bimbi, vivo a Vicenza ma sono orgogliosamente siciliana.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Dopo la nascita della mia prima figlia e dopo aver lasciato (credevo momentaneamente) la mia professione, sentivo il bisogno di darmi da fare. Così ho deciso di mettermi in gioco e tentare una strada diversa, senza sapere bene dove mi avrebbe portato né cosa aspettarmi. Non avevo ben chiari i miei obiettivi, sapevo solo che volevo rendere nota la mia passione per il disegno e per le arti manuali.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
E' tutto molto istintivo, sento il desiderio di disegnare e lo faccio. Non c'è un tema preferito, anche se il fatto di ritrarre spesso animali potrebbe fare pensare diversamente. In effetti ho molte richieste in tal senso ed eseguire quel tipo di lavoro mi rilassa parecchio. Ma quando sono io a poter scegliere il soggetto, mi lascio guidare da un'immagine base che mi colpisce particolarmente per posa, colori o contrasto. Oggi è un disegno di una donna in carboncino, domani può essere un paesaggio in acquerello, spesso sono volti. Non è qualcosa di studiato, ma un forte impulso, quasi un bisogno di disegnare, riprodurre, colorare che mi fa stare bene quando lo soddisfo. Mi appaga totalmente!

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Per i ritratti personalizzati utilizzo sempre matite, pastelli colorati e carboncini (principalmente Derwent, Caran D'Ache e CarbOthello) su carta liscia bianca o avorio della Canson e della Fabriano. Per i miei disegni oltre le matite a volte scelgo di lavorare con la china o con i pennarelli (Sharpie o Copic). Ultimamente utilizzo spesso gli acquerelli che ho piacevolmente riscoperto grazie ad un corso (Winsor&Newton in tubetto).

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Quando inizio un lavoro o un percorso creativo scelgo sempre qualcosa che sia per me davvero stimolante e muova la mia voglia di cimentarmi. Per la mia esperienza, cominciare da un soggetto "facile" per paura di non essere in grado ma che non ispira potrebbe rendere più difficoltosa la riuscita del lavoro. Per chi è alle primissime armi e vuole un aiuto nella parte dello schizzo suggerisco di utilizzare il metodo della griglia, almeno le prime volte. Se ne trovano tanti esempi anche su internet.

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
In questo momento il mio canale principale è etsy, anche se curo molto la mia presenza sui social come facebook, instagram e pinterest. Ma sto lavorando anche ad una ristrutturazione del mio blog che presto si trasformerà in un sito vero e proprio.

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Il fatto di essere mamma e di voler ardentemente seguire in un certo modo i miei figli, mi ha permesso di potermi dedicare alla mia nuova attività fuori dai vincoli e dalle restrizioni di un impiego fisso, ovviamente con tutte le difficoltà che ci sono nel fare della tua casa il tuo posto di lavoro. Sono libera di gestirmi tra il mio lavoro e gli altri impegni, familiari e non, ma di contro c'è che non è mai ben chiaro quando finisca il mio lavoro e quando inizi la mia vita privata. Peraltro essere sul web è un pò come lavorare 24 ore su 24, ma ti dà anche la possibilità di essere in qualsiasi posto e poter comunque seguire i clienti e le varie cose da fare. Vivere a Vicenza inoltre mi stimola molto, perché per quanto sia una piccola cittadina, mi trasmette fiducia e incoraggiamento, spesso mi dà l'input giusto.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Ho in mente così tante cose che metterle in ordine risulta difficile persino a me!! Sicuramente voglio rafforzare la mia presenza sul web, che penso sia una grande risorsa al giorno d'oggi e merita di essere sfruttata fino in fondo. Ho anche in ballo delle collaborazioni interessanti e spero ne nascano delle altre. Spero anche di riuscire a trovare un luogo fisico tutto mio dove spostare la mia attività e così separare il lavoro dalla famiglia, un mio laboratorio stile soffitta artistica con veduta sulla Torre Eiffel (si, mi sto lasciando andare!!).

Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
Tutto quello che nasce dall'opera delle mani e non da produzioni seriali secondo me merita una particolare attenzione. Che sia un gioiello, una borsa o un quadro, comunque racchiude in sé le emozioni di chi lo ha creato. Rimango sempre affascinata quando viaggiando vedo artigiani destreggiarsi tra i loro tanti arnesi con dimestichezza e minuziosità, realizzando oggetti meravigliosi!

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Faccio parte di un'epoca in cui l'artigianato è fortemente diffuso e non perchè, come una volta, non si abbiano mezzi diversi. Stavolta è una scelta consapevole di chi vende e di chi acquista, segno di una sensibilità crescente verso ciò che nasce da mani e ingegno che operano insieme verso un unico obiettivo. Un ritorno gli antichi mestieri, alla conoscenza reale dei materiali e all'uso saggio e maestro di essi.

Aggiungi se vuoi qualcosa per te importante che non siamo riusciti a chiederti in maniera diretta durante questa intervista
Aggiungerei soltanto che questa mia nuova esperienza lavorativa mi ha davvero cambiata. Ha migliorato il mio modo di gestire il tempo, di approcciarmi agli impegni, ma soprattutto la mia visione della vita e di me. Mi sono improvvisata designer, fotografa, commerciale, web marketer e social media manager. Scrivo fluentemente in una lingua che non ho mai studiato e interagisco con persone sconosciute che vivono dall'altro lato del mondo. Onestamente me l'avessero detto prima, avrei risposto di non essere capace! Ma quando decidi di reinventarti, quando investi su te stessa e dai tutto per quello in cui credi, fai ricorso a tutte le risorse che hai perchè a seguire un sogno non si ha niente da perdere.


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Dietro le quinte di Atelier10 - Marisa di Marisa Becca

Vivere in una città meravigliosa come Bologna ha ispirato non poco la nostra Marisa nella creazione dei suoi pezzi unici. Non parliamo dell'ennesima creatrice di bijoux, ma di una donna che ricerca nuove tecniche, nuovi materiali e nuovi colori in maniera continuativa. Crescere e cambiare è una cosa meravigliosa. Ecco a voi il mondo di Marisa Becca.


Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Sono Marisa, vivo a Bologna da molti anni ma sono nata in Sardegna

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Non ricordo neanche quando è iniziato. Molto tempo fa, per puro divertimento. Con tante interruzioni e riprese. Poi qualche anno fa il "creare" è diventato quasi una necessità. Ho ripreso in mano le pietre e non mi sono più fermata.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Traggo ispirazione da qualunque cosa: dai colori della natura, dalle forme di monili antichi, dalle passeggiate in città, da quel che vedo intorno a me e che mi suggerisce una nuova soluzione ad un'idea che ho in mente.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Mi piace creare oggetti molto diversi e le tecniche di realizzazione possono andare dal semplice "assemblamento" di pezzi, in cui mi diverto a mescolare pietre e colori tra di loro, a cose un po' più complesse che richiedono la lavorazione del metallo: saldature, bruniture, fusioni, sino ad arrivare alla tecnica cosidetta "a cera persa", molto più complessa e impegnativa e forse la mia preferita, perchè consente di utilizzare anche il bronzo, un metallo che mi piace molto, e di creare potenzialmente qualsiasi forma.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Risposta difficile, io ho sempre l'impressione di avere ancora tutto da imparare... Non so se ci sono trucchetti del mestiere o furbizie particolari. L'unico consiglio che mi sentirei di dare è quello di provare e provare e riprovare. Nel lavoro artigianale è proprio l'esercizio manuale e gli innumerevoli tentativi che ti danno sicurezza. Quando questa era ancora solo una passione, mi aiutavo con i consigli dei fornitori o con i tutorial su Internet. Poi ho frequentato seminari con orafi per apprendere le tecniche orafe di base e la tecnica della cera persa.

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Solo tramite il negozio online e sui social, per ora.

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Non saprei dirlo. In un certo momento della vita applicarmi a quersto lavoro è stato talmente urgente e impellente, per la necessità di fare qualcosa che sentissi totalmente mio, che penso avrei potuto essere in mezzo al deserto e trovare comunque la spinta necessaria. Però riconosco che avere la fortuna di vivere in una città poliedrica, viva e motivante come Bologna, può avere avuto il suo peso nel momento in cui mi sono trovata a chiedermi se potevo farcela, davanti al bivo dove scegliere se fare di questa passione il mio lavoro.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Vorrei continuare a crescere, possibilmente iniziando a vendere a negozi italiani ed esteri.


Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
E' un mondo che credevo quasi sparito, nel momento in cui ho iniziatoa farne parte ho scoperto invece che è una realtà che coivonge fortunatamente ancora molte persone. Non è facile e non è veloce riuscire a farne un vero lavoro, e partire sapendo che è una strada impegnativa è l'atteggiameno migliore per affrontarla.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Significa scegliere un prodotto molto curato e realizzato con passione, ma anche fare una scelta etica di rispetto del lavoro altrui che può contribuire a cambiare le sorti della società in cui viviamo.


Aggiungi se vuoi qualcosa per te importante che non siamo riusciti a chiederti in maniera diretta durante questa intervista.
Se mi fosse stato chiesto come il mio lavoro ha cambiato la mia vita, avrei risposto che aver imparato a fare buone fotografie, scvrivere schede tecniche dei prodotti in due lingue, fare marketing e promozione sui social, relazionarmi con fornitori e clienti di ogni parte del mondo, superare gli ostacoli quotidiani e burocratici per arrivare a far indossare in ogni parte del mondo qualcosa che è uscito dalla mia testa, dalle mie mani, ha cambiato l'idea che avevo di me. In meglio. E' un percorso non solo professionale ma anche personale di grande crescita interiore. 

Atelier10 Cover Products - 2018 September


L'autunno porta colori ed atmosfere molto particolari. Questo è il mood di Atelier10. Qual è il vostro?


Dietro le quinte di Atelier10 - Alessandra di Robedalez

In fatto di abbigliamento ci sono un sacco di ragazze che davvero ci sanno sorprendere. Alessandra è una donna che sa quello che vuole e che utilizza, tra tanti tessuti meravigliosi, dei bellissimi accostamenti di ispirazione etnica. Vi presentiamo Robedalez.

Chi sei, cosa fai, dove vivi
Sono Alessandra, ho lavorato per una decina d’anni come ingegnere ed ora mi occupo di abbigliamento. Vivo a Padova.

Quando come e perché hai iniziato
Cucire mi è sempre piaciuto molto, fin da bambina facevo i vestitini per la Barbie, quando sono nati i miei figli ho cucito cose per loro, ma l’inizio professionale è stato grazie ad un’amica che mi ha chiesto per il suo negozio di preparare una piccola collezione di accessori per la casa e la cucina. Da lì è iniziato tutto, via via ho aggiunto la creazione di accessori in tessuto: borse, zainetti, collane, ora ho terminato da poco un corso per modellista e la mia produzione sta rivolgendosi sempre più verso l’abbigliamento.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni
L’ispirazione per me può essere in ogni cosa: passeggiare per strada guardando le persone e i loro vestiti, i colori della natura, le architetture, tessuti casualmente vicini sul mio tavolo da lavoro. Ho sempre in borsa un piccolo quaderno, dove annoto particolari che mi colpiscono, ispirazioni improvvise e riferimenti da approfondire. Le richieste dei miei figli poi sono un’altra molla che mi fa provare cose nuove e fare incursioni nel mondo dei teenager.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni
I modelli dei miei accessori e abiti sono ideati e disegnati da me, e sono cuciti con macchina da cucire e tagliacuci, i tessuti che utilizzo sono per lo più cotone, seta, lino, lana. Quando possibile, per gli accessori, mi piace usare materiali altrimenti destinati ad essere dismessi: campionari di tessuti per l’arredamento, rimanenze di lavorazioni di industrie tessili e concerie, tessuti vintage. Qualche anno fa ho avuto una vera e propria folgorazione per i tessuti wax africani, ne amo i colori, le fantasie, e soprattutto le storie che raccontano.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa
Non gettare mai i ritagli di stoffa, anche i più piccoli possono essere riutilizzati per inserti, applicazioni, bottoni ricoperti o, tagliati a striscioline, per impacchettare piccoli regali o le vostre creazioni.

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni
Ho uno shop su Etsy che promuovo sui social network, in particolare Facebook e Instagram, ma mi piace molto il contatto reale con le persone, quindi partecipo spesso ad esposizioni e design market, che mi permettono di conoscere altri artigiani e anche di verificare dal vivo il gradimento dei miei lavori. Inoltre spesso succede che suggerimenti o ispirazioni mi arrivino proprio dalle persone che visitano questi market.

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Certamente: gli studi in ingegneria, anche se ormai lontani, mi hanno lasciato un occhio particolare per la “progettazione” dei miei prodotti, soprattutto nell’ottimizzare le fasi di lavorazione e il consumo di tessuto, o le stesse forme di ciò che disegno. Per quanto riguarda l’organizzazione dei tempi questa è dettata dalle esigenze della famiglia, quindi le ore in cui sono più produttiva sono quelle del mattino, mentre il resto della giornata è dedicato alla gestione (foto, social, Etsy…).

Quali sono i tuoi obiettivi in futuro
La mia produzione ormai ha preso sempre più la direzione dell’abbigliamento, ho seguito in questi ultimi due anni un corso per modellista e voglio fare di questo il centro del mio lavoro. Quindi disegnare e cucire vestiti, che siano studiati nella forma, nella scelta dei tessuti, negli accostamenti, nella funzionalità. La mia intenzione è di lavorare e presentarmi in modo sempre più professionale e, un domani, avere un piccolo laboratorio aperto al pubblico per potermi confrontare anche con la creazione di abiti su misura.

Prova a spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell’artigianato e dell’handmade come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà
Penso che gli oggetti fatti a mano abbiano un calore ed un significato particolare. Da parte di chi fa artigianato c’è quindi questa responsabilità: entrare a far parte della vita di chi utilizza le nostre creazioni.

Cosa significa per te acquistare e vendere handmade al giorno d’oggi
Direi che proprio per reazione alle produzioni in serie e al consumo di prodotti usa e getta, ci si sta riavvicinando agli oggetti fatti a mano, in piccole quantità, fatti con cura ed attenzione, che possano accompagnare chi li acquista per molto tempo. L’oggetto che stringiamo tra le mani non è più quindi un prodotto ma un pezzo della storia, dell’esperienza, della cura del suo autore, che entra a far parte della nostra vita. Vendere handmade quindi per me è anche contribuire a diffondere questa nuova sensibilità.

Shop online: www.robedalez.etsy.com
Instagram: www.instagram.com/robedalez
Facebook: www.facebook.com/robedalez



Less is more! In viaggio con la valigia leggera.

L'estate è la stagione delle notti sotto le stelle, delle lunghe passeggiate, degli aperitivi e della musica all'aperto. Estate vuol dire vacanze e viaggi ma soprattutto voglia di libertà con tutto ciò che questa stupenda sensazione porta con sé. Scommetto che anche a voi, tornando dalle vacanze, sia capitato di pensare "Basta, la prossima volta porto solo l'essenziale!" A me capita spesso, quindi per aiutarvi (ed aiutarmi) ho pensato, compilato e depennato fino ad arrivare ad una lista dell'essenziale da mettere in valigia, tutto rigorosamente handmade con accenti vintage.  Ho privilegiato i colori e i tessuti naturali che si accordano con l'ambiente (e tengono lontane le zanzare!) e la comodità, senza rinunciare allo stile. 
E ora, facciamo la valigia! 

Prima di tutto ci serve una valigia appunto, non una qualunque, una comoda, da riempire e infilare in macchina o in treno, adatta come bagaglio a mano, che non sia rigida né ingombrante. La travel bag di Calliphora bags è perfetta, e disponibile in vari colori.  

Per il giorno: 
Pantaloncini a vita alta romantici e super comodi da Abricot Atelier.
Shop:
www.abricotatelier.etsy.com

Top morbido in lino con dettagli originali di Twopointscouture
L'abbinamento è davvero fantastico.

Per le passeggiate in campagna, in città e anche sulla spiaggia ci serve un cappello di paglia per proteggerci dal sole, questo è di Unsognointesta 
Shop: www.unsognointesta.etsy.com


È estate, al mare o no il costume da bagno sicuramente può servire e io ho trovato questo molto bello, con stampa botanica, per sentirsi un po' sirena un po' ninfa, da NAMIlifestyle 
Shop: www.namilifestyle.etsy.com
IG:
www.instagram.com/nami_lifestyle


Per il pomeriggio assolato, ma anche la sera il maxi vestito di lino bianco di AtelierPopClothing è versatile e freschissimo
Shop: www.atelierpop.etsy.com
IG: www.instagram.com/atelierpop_clothing

Per la sera pantaloni casual con tasche di LovelyHomeIdea vi permettono libertà assoluta
Shop: www.LovelyHomeIdea.etsy.com 
IG: www.instagram.com/lovely_home_idea


e l'irrinunciabile camicia bianca uno dei capi che ritengo indispensabili, da LinenHandmadeStudio Shop: www.LinenHandmadeStudio.etsy.com
IG: www.instagram.com/linenhandmadestudio
entrambi in lino.

Passiamo agli accessori.

La borsa non è più un problema da quando le shopper di tela sono di moda! Se ne trovano in moltissime declinazioni diverse e possono essere usate in ogni occasione, occupano poco spazio per cui sbizzarritevi! Io ho scelto la shopper stampata a mano di Liuma
Shop: www.liumaesercizi.etsy.com
IG: www.instagram.com/liuma.esercizidileggerezza
e la versione zainetto di Officina677
Shop: www.Officina677.etsy.com
IG: www.instagram.com/officina677

Un foulard/pareo ci vuole sempre perché può servire in spiaggia, come stola nelle serate più fresche, anche da stendere sull'erba per sedersi all'ombra a leggere o a guardare le stelle cadenti. Questo ha la stampa di un dipinto originale di Antonella Natalis, da ItalianMarinePainter
Shop: www.italianmarinepainter.etsy.com
IG: www.instagram.com/italianmarinepainter


Gli indispensabili occhiali da sole sono vintage e li ho trovati da Skomoroki
Shop: www.Skomoroki.etsy.com
IG: www.instagram.com/skomoroki_vintage


Non dimentichiamo di mettere in valigia qualche gioiello che ci renda uniche. Per portare con noi il fascino e la magia delle notti stellate, ho scelto la collana Starry night di PetiteFraise che ha un sapore gitano (nella foto in collaborazione con CarolinaEmme)
Shop: www.PetiteFraise.etsy.comInstagram: www.instagram.com/petitefraisejewelry/


e l'anello in ceramica con costellazioni di Camilla Marinoni
Shop: www.CamillaMarinoni.etsy.com
IG: www.instagram.com/camillamarinoni

Le scarpe occupano molto spazio e nessun tacco si sposa con la nostra essenzialità, quindi limitiamo la scelta a un paio di sandali in pelle evergreen dalla Grecia di Leatheropolis
Shop: www.Leatheropolis.etsy.com
IG: www.instagram.com/leatheropolis

e le ballerine confortevoli e adatte per il pomeriggio e la sera da Disirlab 
Shop: www.disirlab.etsy.com


Non resta che aggiungere un piccolo beautycase, la biancheria intima, lo smartphone e un buon libro.
Buone vacanze e mi raccomando, valigie leggere!




Selezione curata per Atelier10  
da Gioconda di Pupillae - Art Dolls
Gioconda realizza bambole e personaggi in stile sognante, in cui si ritrovano rimandi al teatro e alla letteratura. Il progetto Pupillae prende forma nel 2014 come necessità di apertura. Pupillae significa 'bamboline' in latino e fa riferimento alla piccola immagine di noi stessi che vediamo riflessa negli occhi di chi abbiamo di fronte. Pupillae nasce qui, nell'incontro tra l'immaginario di Gioconda e il mondo.