Dietro le quinte di Atelier10 - Marisa di Marisa Becca

ottobre 04, 2018 Atelier10 2 Comments

Vivere in una città meravigliosa come Bologna ha ispirato non poco la nostra Marisa nella creazione dei suoi pezzi unici. Non parliamo dell'ennesima creatrice di bijoux, ma di una donna che ricerca nuove tecniche, nuovi materiali e nuovi colori in maniera continuativa. Crescere e cambiare è una cosa meravigliosa. Ecco a voi il mondo di Marisa Becca.


Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Sono Marisa, vivo a Bologna da molti anni ma sono nata in Sardegna

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Non ricordo neanche quando è iniziato. Molto tempo fa, per puro divertimento. Con tante interruzioni e riprese. Poi qualche anno fa il "creare" è diventato quasi una necessità. Ho ripreso in mano le pietre e non mi sono più fermata.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Traggo ispirazione da qualunque cosa: dai colori della natura, dalle forme di monili antichi, dalle passeggiate in città, da quel che vedo intorno a me e che mi suggerisce una nuova soluzione ad un'idea che ho in mente.

Che tecniche utilizzi e quali materie prime impieghi per realizzare le tue creazioni?
Mi piace creare oggetti molto diversi e le tecniche di realizzazione possono andare dal semplice "assemblamento" di pezzi, in cui mi diverto a mescolare pietre e colori tra di loro, a cose un po' più complesse che richiedono la lavorazione del metallo: saldature, bruniture, fusioni, sino ad arrivare alla tecnica cosidetta "a cera persa", molto più complessa e impegnativa e forse la mia preferita, perchè consente di utilizzare anche il bronzo, un metallo che mi piace molto, e di creare potenzialmente qualsiasi forma.

Dacci una piccola dritta tecnica o un trucchetto del mestiere da condividere con chi ci legge e si cimenta con la tua stessa tecnica creativa.
Risposta difficile, io ho sempre l'impressione di avere ancora tutto da imparare... Non so se ci sono trucchetti del mestiere o furbizie particolari. L'unico consiglio che mi sentirei di dare è quello di provare e provare e riprovare. Nel lavoro artigianale è proprio l'esercizio manuale e gli innumerevoli tentativi che ti danno sicurezza. Quando questa era ancora solo una passione, mi aiutavo con i consigli dei fornitori o con i tutorial su Internet. Poi ho frequentato seminari con orafi per apprendere le tecniche orafe di base e la tecnica della cera persa.

Come e dove promuovi od esponi le tue creazioni?
Solo tramite il negozio online e sui social, per ora.

Il contesto in cui vivi ha in qualche modo favorito o influenzato il tuo lavoro?
Non saprei dirlo. In un certo momento della vita applicarmi a quersto lavoro è stato talmente urgente e impellente, per la necessità di fare qualcosa che sentissi totalmente mio, che penso avrei potuto essere in mezzo al deserto e trovare comunque la spinta necessaria. Però riconosco che avere la fortuna di vivere in una città poliedrica, viva e motivante come Bologna, può avere avuto il suo peso nel momento in cui mi sono trovata a chiedermi se potevo farcela, davanti al bivo dove scegliere se fare di questa passione il mio lavoro.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Vorrei continuare a crescere, possibilmente iniziando a vendere a negozi italiani ed esteri.


Prova spiegare cosa vuol dire per te la realtà dell'artigianato e dell'handmade, come se parlassi a qualcuno che non si è mai avvicinato a questa realtà.
E' un mondo che credevo quasi sparito, nel momento in cui ho iniziatoa farne parte ho scoperto invece che è una realtà che coivonge fortunatamente ancora molte persone. Non è facile e non è veloce riuscire a farne un vero lavoro, e partire sapendo che è una strada impegnativa è l'atteggiameno migliore per affrontarla.

Cosa significa per te vendere ed acquistare handmade al giorno d'oggi?
Significa scegliere un prodotto molto curato e realizzato con passione, ma anche fare una scelta etica di rispetto del lavoro altrui che può contribuire a cambiare le sorti della società in cui viviamo.


Aggiungi se vuoi qualcosa per te importante che non siamo riusciti a chiederti in maniera diretta durante questa intervista.
Se mi fosse stato chiesto come il mio lavoro ha cambiato la mia vita, avrei risposto che aver imparato a fare buone fotografie, scvrivere schede tecniche dei prodotti in due lingue, fare marketing e promozione sui social, relazionarmi con fornitori e clienti di ogni parte del mondo, superare gli ostacoli quotidiani e burocratici per arrivare a far indossare in ogni parte del mondo qualcosa che è uscito dalla mia testa, dalle mie mani, ha cambiato l'idea che avevo di me. In meglio. E' un percorso non solo professionale ma anche personale di grande crescita interiore. 

2 commenti:

  1. Ammiro davvero molto il suo lavoro! Non sapevo che abitasse a Bologna! Una piacevole vicinanza...

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