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Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #16: Atelier10 presenta Bottega Orto del Re


Siamo arrivati al sedicesimo Handmakers' Brunch, ne abbiamo fatta di strada insieme. Il 2018 di conclude con la storia di una ragazza, quello che si dice un'artista "a tutto tondo". Non vogliamo rubarvi tempo prezioso e vi lasciamo immergere nella storia di Graziana e della sua Bottega Orto del Re.


Chi sei, cosa fai e dove vivi?

Mi chiamo Graziana, trent'anni tra un mese (argh!) e sono un'attrice teatrale. Vivo ad Agrigento ancora per due settimane, dopodiché mi ritrasferirò a Catania per motivi di lavoro. Mi alterno tra una vita da attrice e quella da artigiana. Quando non sono in sala prove sono nel mio laboratorio a cucire e a realizzare il mio piccolo sogno artigianale. Amo l'arte in tutte le sue forme e sogno una vita che sia continuamente sballottata tra queste forme.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Sembrerà banale a dirsi, ma la mia attività è iniziata per caso. Frequentavo l'accademia d'arte drammatica di Catania e un giorno ci fecero uscire prima a causa di un guasto all'impianto elettrico. Così con le mie colleghe decidemmo di fare una passeggiata per la città. Per caso ci imbattemmo in un negozio di articoli artistici e lì mi venne l'idea di cominciare a sperimentare. Così comprai tutto il necessario.A quei tempi bevevo davvero tanto caffè ed avevo sempre un tremolìo alle mani e nessuno credeva che a causa di questo avrei avuto la pazienza di partire da zero e provarci. Mi ricordo che i primi tempi mi chiudevo nella mia stanzetta universitaria a creare quelli che, secondo me, erano dei bellissimi mostriciattoli, ma dalla faccia che facevano le mie coinquiline quando mostravo loro i miei primi risultati orgogliosa, erano solo dei mostriciattoli. Ma ho capito subito che questa strada non l'avrei mai abbandonata. Ho continuato a provare, a sperimentare, a sbagliare, fino a quando ho cominciato a crescere e a misurarmi quella che ero e quella che volevo diventare. Sono ancora oggi in continua evoluzione, non mi piace restare ferma dentro ad uno stile. Così sono passata dalla tecnica wire al collage su vetro, dal cucire fiorellini e pietre preziose al cucito vero e proprio di cui adesso sono innamorata, grazie anche alla persona che mi ha insegnato e seguita non smettendo mai di credere in me e nella mia attività artigianale.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Durante la giornata penso spesso alla mia Bottega e a cosa mi piacerebbe fare e realizzare. Cerco sempre di inventarmi cose nuove che siano in linea col mio modo d'essere. L'ispirazione può metterci giorni o settimane ad arrivare, ma ci sono altre volte che si accende in testa una lampadina. In questi momenti succede che ovunque io mi trovi cerchi di appuntare quell'idea o quella suggestione per poterla sviluppare dopo. Mi è successo in pizzeria mentre ero a cena col mio fidanzato di pensare a delle collane che potessero abbinarsi alle mie fasce turbanti. Ho dovuto scrivere su un tovagliolino quell'ispirazione davanti la faccia incredula, ma rassegnata di lui. Ma le suggestioni non arrivano solo in questo modo. Oltre all'amore e alla dedizione che ho verso il mio progetto mi serve un continuo studio. In generale mi piace documentarmi, guardare immagini, ispirarmi, studiare i trend del momento. Ecco. La curiosità mi ispira continuamente.


Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Mi piacerebbe continuare ad alternarmi tra vita da attrice e vita da artigiana. Vorrei continuare a crescere con la mia Bottega, farne davvero un progetto di vita. Essere totalmente indipendente da chiunque altro e dipendente da me stessa e dalle mie capacità. E perché no, magari un giorno aprire una boutique!


Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #15: Atelier10 presenta ElettraArt

In questa estate un po' strana e non ancora troppo calda vi presentiamo una giovane illustratrice, vincitrice del Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #15, l'evento che Atelier10 organizza per permettere a designer, creativi e artigiani di incontrarsi e magari, perché no, collaborare.
Buon tuffo nel mare colorato di ElettraArt.


Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Sono Elettra, faccio l'illustratrice e ho una cagnolina di nome Giungla come aiutante di laboratorio. Mentre io disegno tutto il giorno lei mi scalda i piedi, anche in estate... ma sopratutto con il suo respiro tranquillo riesce a darmi serenità anche nei periodi più frenetici. Viviamo a Malo, un piccolo paese ai piedi di una collina in provincia di Vicenza. Ho una testa abbastanza confusa e disordinata e ciò si riflette nei miei disegni imperfetti dove tengo e valorizzo ogni sbavatura. Anche se oggi sono un'illustratrice digitale non ho abbandonato l'amore per la carta che più è grezza, ruvida e magari un po’ sporchina, più diventa materiale da scansionare per dare texture e matericità alle mie illustrazioni.


Quando, come e perché hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Non saprei definire un punto nella mia vita nel quale ho iniziato. Ho sempre disegnato per me e ho sempre avuto curiosità per il disegno digitale avendo anche la fortuna di avere un papà molto nerd che mi spingeva e incentivava a sperimentare. Posso però definire quando ho iniziato a disegnare per gli altri, o meglio a condividere quello che prima facevo solo per me. Fu per caso, mentre ero all'università ( mi sono laureata allo IUAV di Venezia in Arti Visive e della Comunicazione ) e decisi di portare ad un laboratorio di arte i miei disegni che allora erano fatti su carta da pacco scansionati e modificati al pc. Il risultato sebbene molto grezzo, mi piacque molto e lo mostrai a molte persone iniziando a dire che avrei voluto fare l'illustratrice. All'epoca collaboravo come barista in un circolo Arci e iniziarono a commissionarmi dei "disegnetti" per locandine e materiale di comunicazione. Si susseguirono varie collaborazioni sparse qui e là con persone disparate, interconnessioni create sui social, persone che avevano come sogno nel cassetto di veder illustrata una storia da loro scritta, piccoli festival organizzati da amici che avevano bisogno di qualcuno che gli curasse l'immagine e l'iscrizione a portali di vetrina online come lo shop Etsy. Anno dopo anno quei disegnetti nati giocando con me stessa mi tenevano sempre più occupata e la necessità di migliorare la qualità e risparmiare tempo mi spinse a realizzarli sempre di più in digitale abbandonando pian piano la carta da pacco. Mentre ancora pensavo di giocare e imparavo a gestire il digitale nel 2015 dovetti aprire partita Iva trovandomi ad essere una lavoratrice autonoma, ma senza ben capire come ci ero arrivata ad esserlo. Non ho seguito una strada lineare e sono convinta di avere avuto moltissima fortuna, a tratti il lavoro mi cascava addosso e io imparavo a farlo mentre lo facevo, ma il fatto di non essermi fatta fermare dal timore di sbagliare, di essermi sempre spinta a imparare un pochino di più mi ha dato modo di crescere, di consolidare quello che era il mio stile e di essere oggi sicura in quello che è diventato il mio lavoro.


Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Credo che se si hanno le "antenne" attive l'ispirazione possa arrivare in qualsiasi momento, ma sicuramente ci sono luoghi che le fanno vibrare molto più facilmente. Le mie antenne si agitano quando mi immergo nella natura, trovo grande ispirazione dal mio rapporto con essa, dalle sensazioni che mi da quando la ascolto. Credo di dipendere in qualche modo da essa, ne sento una strettissima connessione e sento spesso il bisogno di estraniarmi dal ritmo della vita quotidiana ritirandomi tra gli alberi. Vivo ai piedi di una verdissima collina a due passi dal bosco e la possibilità di escludere tutto e tutti e camminare nel verde mi aiuta a ritrovare me stessa, a cercare ispirazione, a respirare a pieni polmoni e a scacciare tutta quell'ansia che ogni tanto torna a trovarmi. Adoro perdermi nei suoi dettagli e suoni...guardare il cielo incorniciato dalle fronde degli alberi, scoprire ogni volta forme di foglie nuove, osservare la stagionalità dei fiori, delle piante e delle bacche, incontrando, nei giorni fortunati, animali selvatici. Sono tutti elementi che danno vita ai miei disegni più personali e a quelli che recentemente sto chiamando #pensierianudo su Instagram. Dalle camminate nella natura mi porto a casa dettagli visivi e sensazioni che poi in momenti non sospetti appaiono come piccoli scarabocchi nel mio sketchbook; li deposito lì, ogni tanto torno a guardarli e nei momenti che ritaglio per me stessa ne scelgo uno e lo rifaccio in digitale. Ci posso mettere anche settimane prima di lasciarlo andare, posare la penna e considerarlo finito. Essendo disegni che nascono per me potrei continuare a modificarli all'infinito modificando dettagli, colori e cercando di arrivare sempre più vicina alla sensazione che voglio rievocare. Tutta questa rielaborazione però ha il rischio di far perdere il sapore iniziale pertanto la sfida sta nel riconoscere il momento in cui smettere di assecondare quella vocina che ti chiede di più. Non sempre ci riesco, ma quando ci riesco ne esco soddisfatta, serena e divertita dalla mia battaglia a colori.


Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Consolidare il lavoro costruendo strade che mi diano sicurezza e che non mi facciano sentire in balia di un algoritmo come accade su Etsy o su Instagram. Continuare a sviluppare progetti personali che stimolino la mia creatività e che ho da poco riscoperto dopo averli per molto tempo soffocati con la scusa del "non ho tempo".


Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #14: Atelier10 presenta I sew so I don't kill people

Buongiorno a tutti! Oggi siamo felicissimi di presentarvi una ragazza che con le sue creazioni ci ha davvero sorpreso. Lei è bravisisma, i suoi prodotti hanno un'energia pazzesca adatta alla vita quotidiana e soprattutto è la vincitrice del nostro Handmakers' Brunch #14 - Il tavolo dei creativi. 
Vi presentiamo Marianna e il suo angolo di mondo  I sew so I don't kill people.


Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Marianna, piemontese di nascita, umbra d,'adozione. Abito a Foligno (PG) e realizzo borse, zaini e accessori naturali attraverso la ceratura e stampa a mano. Da questo connubio nascono creazioni che non temono le stagioni, pensate e realizzate per accompagnarci nelle avventure quotidiane, dal gusto stropicciato, nostalgico ed evocativo, per tutte quelle donne che delle imperfezioni e fragilità riescono a farne un cavallo di battaglia, sapendo trovarci dentro ogni giorno poesia e bellezza.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
E' arrivato tutto per caso in un momento di burnout lavorativo legato al mio precedente impiego. Il cucito in quel contesto è diventato una vera e propria terapia, una valvola di sfogo in cui riversare tutti i miei sentimenti, bruttissimi e bellissimi allo stesso modo. Alla fine è successo che mi sono licenziata, I sew so I don't kill people è diventata la mia attività a tempo pieno e il nome è rimasto con me proprio a ricordarmi che l’handmade non è solo amore e passione e che la creatività cela anche altri tipi di sentimenti che arrivano da posti più disordinati e scuri. Allo stesso tempo però è ironico e dissacrante: il “kill people” è spiazzante e fino all’ultimo (e senza il giusto black humor), non riesci a capire la verità dietro all’affermazione, un po’ a ricordarci anche di prenderci un po’ meno sul serio.


Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
La vita è una grande avventura quotidiana, ogni giorno è un giro sulle montagne russe, non è sempre perfetta e le donne che la vivono hanno il diritto e forse anche un po’ il dovere di non sentirsi sempre necessariamente  a posto e sorridenti. E allora perchè non portarsi dietro una borsa o uno zaino che non chiedono di essere accuditi come fossero il Santo Graal e che lasci loro la libertà di adattarsi al loro stile di vita? Accettare di essere talvolta incompleti e imperfetti perchè è proprio in quello che risiede la bellezza; essere variabili e non perfettamente a fuoco perchè la stessa natura lo è, varia e quello che è stato in una stagione, non sarà mai lo stesso in quella successiva; sentirsi a proprio agio anche nel non essere esattamente convenzionali; essere ruvidi e grezzi come una qualità che ci permette di affrontare le situazioni difficili con una sorta di corazza e uscirne sì forse più segnati ma proprio per questo più interessanti e con maggior valore, esattamente come fa la cera sui tessuti delle borse e degli zaini: è destinata a graffiarsi, invecchiare e a raccogliere i segni del tempo ma per questo sarà ancora più bella. Questi sono i punti cardine attorno ai quali ruota il microcosmo di I sew so I don’t kill people.


Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Mi piace sognare in grande... C'è un locale proprio sotto casa. Era un ristorante ma ormai è dismesso da anni. E' gigante e trovo che sia bellissimo con quelle belle vetrate che danno su un piccolo terrazzino proprio al di sotto della strada. Un luogo che può essere tranquillamente trasformato in una bellissima giungla urbana per riportare la natura a due passi dal centro storico. Ecco, quello un giorno sarà il quartier generale di I sew so I don't kill people, un atelier e un negozio. Non sarò da sola ma affiancata da un team di persone fidate in grado di lavorare in armonia, senza pestarsi i piedi a vicenda, ognuna preparata e specializzata in diversi ambiti e settori. Mi piacerebbe poterci ospitare workshop e conferenze e anche uno spazio dedicato alla pratica dello yoga e della meditazione. In realtà non lo so affatto quale sarà il mio futuro lavorativo. Quello che di certo mi auguro è di continuare a fare quello che sto già facendo, con la stessa passione e curiosità, di vivere una vita lavorativa dignitosa in grado di sostenere bisogni necessità e sogni, non solo miei ma nostri in quanto famiglia. E sicuramente ce la metterò tutta per continuare a lavorare in questa direzione.

Shop Onlin: issidkp.tictail.com
Instagram: www.instagram.com/isewsoidontkillpeople/

Ti è piaciuta l'intervista di Marianna? A noi tantissimo!! Sai che il prossimo potresti essere proprio tu? Allora sbrigati, seguici sulla nostra pagina Facebook di Atelier10 e sul nostro account Instagram e rispondi alla nostra chiamata!



Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #13: Atelier10 presenta Oby's Handmade

Da pochi giorni si è svolto l'ultimo Handmakers' Brunch del 2017, curiosi di conoscere l'ultima creatrice dell'anno? Oggi vi prensentiamo Roberta e il suo mondo coloratissimo mondo: Oby's Handmade

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Roberta, sono nata a Torino quasi 40 anni fa, ho studiato architettura e dal 2007 vivo e lavoro all'estero. Dopo 6 anni in Spagna e la nascita della prima bimba ci siamo trasferiti in Austria (Innsbruck) dove la famiglia è cresciuta e ho iniziato a lavorare da casa. Da ragazzina dividevo le mie giornate tra gli allenamenti di atletica leggera, la costruzione di case in miniatura con i mitici fogli F4 e il disegno di veri e propri fumetti. Queste sono rimaste le mie 3 grandi passioni e, anche se in questo momento sport e architettura sono messe un po' in disparte, sono felice che la creatività abbia preso il sopravvento sulla mia quotidianità.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Mi ha sempre affascinato guardare le mie nonne cucire, lavorare a maglia o all' uncinetto e, anche se hanno provato ad insegnarmi, purtroppo non ho mai avuto la pazienza di fermarmi ad imparare. Tutto è cambiato nel momento in cui sono rimasta incinta della mia prima bimba, era il 2012 e vivevo a Siviglia. In Spagna non esiste la tradizione dei fiocchi nascita e, per evitare che qualche parente/amico italiano mi regalasse il classico fiocco tutto pizzi e merletti (a cui sono abbastanza allergica), ho deciso di farmelo io prendendo in mano per la prima volta in vita mia ago e filo! Entusiasta del risultato ho provato a creare piccoli personaggi in feltro per decorare la cameretta del mio bebè e da lì credo sia scoccata la scintilla per il feltro. Avevo trovato un modo per trasformare i miei disegni in oggetti reali e piano piano ho ripreso la matita in mano imparando a creare personaggi adatti al cucito, semplici, simpatici, colorati. Come spesso capita gli amici sono stati le cavie delle mie prime creazioni e, inaspettatamente, erano talmente entusiasti di questi miei regali "fatti a mano" da darmi l'idea ed il coraggio di iniziare questa attività! Nel 2014 ho aperto il mio negozio Etsy decidendo di dedicarmi esclusivamente a giostrine da culla, fiocchi nascita e name-banners.


Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Sinceramente non so da dove arrivino i miei disegni, mi sembra di averli da sempre nella testa ma sicuramente una grande fonte di ispirazione sono i tanti libri per bimbi che girano per casa! Spesso i suggerimenti e le idee dei clienti mi danno lo spunto per disegnare qualcosa di nuovo, qualcosa a cui non avevo proprio pensato; in questo caso eseguo una ricerca su internet studiando per esempio le espressioni, le posizioni e le forme di un certo animale, guardo foto, disegni e creazioni in feltro. Dopo aver fatto il pieno di immagini e idee lascio depositare il tutto per un paio di giorni e solitamente il disegno finale arriva di getto sul primo pezzo di carta che capita. Disegno molto piccolo quindi poi faccio una foto e riporto il disegno sul computer trasformandolo in disegno vettoriale. In questo modo il mio cartamodello può essere salvato, modificato e stampato della dimensione che mi serve.


Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
A breve termine vorrei riaprire il mio negozio online dedicando più tempo alle mie giostrine e alle tante idee che mi frullano per la testa. Mi piacerebbe inoltre partecipare a mercatini e fiere dell'artigianato e perché no, un giorno avere una bottega artigianale vera e propria, organizzare corsi e workshop per coinvolgere e trasmettere l'amore per la creatività a quante più persone possibile


Ringraziando Roberta per averti raccontato la sua storia, vi invitiamo a visitare i coloratissimi canali social di Oby's Handmade
Pinterest: it.pinterest.com/obyshandmade/

E il prossimo Handmakers' Brunch quando sarà?

Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #12: Atelier10 presenta I Cantastorie di Gral

Grazie! Sì, lo sappiamo che i ringraziamenti si fanno solitamente alla fine, come coda finale, ma questa volta vogliamo che siano l'apertura di questo post. Grazie perchè il nostro evento Handmakers' Brunch #12 si è rivelato una vera bomba, la partecipazione è stata alta e per tutto il team Atelier10 la selezione per questa intervista è stata molto difficile.
Abbiamo deciso quindi di inziare la stagione autunnale con una sferzata di colori, con contaminazioni etniche e con una buona dose di pazienza e lentezza, caratterische che servono per lavorare il legno nel miglione dei modi. Sicuramente la nostra Alessandra conoscerà queste preziose qualità e tanti segreti del legno.
Buon Settembre e buona lettura.


Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Alessandra e sono nata a Palmanova dove tuttora risiedo. Sono cresciuta nella bucolica campagna friulana degli anni' 80 arrampicandomi sugli alberi sotto il cielo terso e assaporando le stagioni. Ho conseguito nel 1995 il diploma di Maestra d' Arte, nella sezione grafica pubblicitaria e fotografia, presso l' Istituto Statale d' Arte "G. Sello" di Udine. Successivamente ho vissuto e lavorato a Firenze e alcuni anni a Mogliano Veneto. Nel 2012 sono rientrata in Friuli e mi sono dedicata assiduamente al restauro e alla decorazione del mobile, alla produzione di piccoli complementi d'arredo recuperando legname e scarti di falegnameria, sconfinando nell' upcycling, con pezzi unici e dipinti a mano.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Ho cominciato nel 1993 circa a costruire le prime scatole, recuperando il legno delle cassette delle pere argentine, e delle mele che mia nonna come ambulante di frutta e verdura vendeva al mercato. Essenze esotiche di legni stagionati che hanno resistito nel tempo. In quegli anni quasi nulla andata al macero, le cassette andavano rese e recuperare più e più volte. Allora come adesso, tracciavo una base con squadra e matita, e dipingevo a mano libera con pennello e colori acrilici. Costruivo e dipingevo scatole, affascinata dal loro poter contenere e custodire, ricordi, foto, oggetti. La grande sfida era, ed è rimasta, tagliare il legno con la sega manuale costruire la scatola e far combaciare il coperchio di chiusura.

Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Ho sempre affermato che la mia ispirazione deriva dall'arte tribale dei Nativi americani. A quei tempi ancora adolescente, mi ha profondamente colpito la loro spiritualità, l'arte e lo stile di vita. Da subito ho sviluppato un mio modo personale di dipingere, "esasperando" la gestualità tipica del tribale, fino a portarla al rigore geometrico cercando la precisione manuale, adattandolo alla forma degli oggetti, lavorando su pezzi unici. L'ispirazione arriva anche con l'osservazione delle sfumature degli elementi naturali. Il pezzo d'arredo stesso, che mi trovo a restaurare o modificare, mi suggerisce in qualche modo con la sua storia, la forma e la sua funzione d'uso, la grafica e i colori che lo valorizzano al meglio. Gli oggetti e i mobili di famiglia ci legano indelebilmente al nostro passato, e gli oggetti e i mobili vecchi appartenuti a qualcun'altro, a volte ci attraggono, probabilmente perché ci trasmettono una buona energia. Per questo meritano di essere restaurati, e i meno temerari possono azzardare delle brillanti palette colore. 

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Sicuramente voglio sviluppare il mio progetto, continuando a migliorare il mio lavoro artigianale e le piccole produzioni ben studiate, con l'obbiettivo di aprire una piccola bottega ( magari con un gruppo di artigiani), proseguendo la strada da mercante nelle fiere, ampliando ai social e alla vendita su web.


Vi state chiedendo come poter essere selezionati per una delle nostre interviste? Non vi resta che pazientare fino a Novembre e partecipare con entusiasmo al prossimo Handmakers' Brunch #13 - Il Tavolo dei Creativi! In bocca al lupo.

Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #11: Atelier10 presenta Stitch 'n' Pastitch

Il caldo di Luglio vi sfianca? Fate una pausa con noi? Questa che state per leggere è l'ultima intervista legata al nostro evento Facebook che si tiene una volte ogni due mesi, il prossimo sarà a Settembre, segnatelo sulle vostre agende! Durante l'ultimo evento abbiamo conosciuto Tiziana ed oggi vogliamo presentarla anche a voi.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Tiziana e da una decina d'anni vivo in un piccolo paese in provincia di Udine. Sono architetto, ma da qualche anno ho abbandonato la mia professione per diventare mamma a tempo pieno. Stitch 'n' Pastitch è il mio alter ego davanti alla macchina per cucire.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Il cucito è semplicemente diventata la mia terapia. Per me il passaggio da architetto a mamma non è stato semplice e immediato, e per distrarmi dalle incombenze familiari, tre anni fa ho incominciato a realizzare vestiti per me e per la mia famiglia. Da allora non ho più smesso perchè il cucito è diventato il mio antidoto alla noiosa routine quotidiana.


Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Dallo scorso novembre ho unito la mia "vecchia" passione, l'architettura, a quella nuova, il cucito, e ho iniziato a realizzare borse a mano e altri piccoli accessori in polilycra, un materiale simile al neoprene, decorati con una trapuntatura a contrasto che si ispira alle texture dell'architettura contemporanea. Il suo nome? #meetthearchitecture, "incontra l'architettura": gli accessori diventano anche un modo per scoprire questo mondo così affascinante, ma molto spesso distante dalla nostra quotidianità.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Naturalmente continuare a cucire, imparando nuove tecniche e migliorando sempre di più. Ma come gli altri makers, il mio sogno più grande sarebbe quello di trasformare la mia passione in un lavoro a tempo pieno :)

 

Dopo aver conosciuto la bravissima Tiziana vi ricordiamo di rimanere con noi per tutto il mese di Luglio. Atelier10 si prenderà una piccola vacanza soltanto per il mese di Agosto quindi seguiteci qui sul nostro blog. A presto!

Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #10: Atelier10 presenta Mireloom

La primavera è arrivata ma il tempo non ci assiste molto. Che ne dite di una massiccia dose di colori e allegria? Per la prima intervista del 2017 dedicata al Handmakers' Brunch vi vogliamo presentare Mirella di Mireloom. Lei ha una storia da raccontare piena di passione incontri che l'hanno ispirata.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Sono Mirella, vivo a San Mauro Torinese e a pochi passi da casa c'è il mio regno: un locale pieno zeppo di filati, colori e telai di tutte le dimensioni, dove sprofondo nel mio lavoro e dimentico tutto e tutti per diverse ore al giorno.
Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Ho incontrato la tessitura negli anni settanta. Allora era nell'aria, sull'onda della cultura hippy. La folgorazione è avvenuta in due tempi, il primo a Stoccolma al Museo Nazionale, dove mi sono imbattuta per la prima volta in opere di fiber art e il secondo in casa di una tessitrice olandese con una stanza dedicata a un unico fantastico, enorme telaio a pedali. Tornata a casa ho iniziato a pensarci su e, un po' per volta, ho imparato a entrare nel mondo della tessitura esplorandolo da diversi punti di vista. La tessitura etnica, la fiber art e la produzione di oggetti tessili, come accessori per l'abbigliamento e per la casa sono tuttora i campi d'interesse che continuo a frequentare assiduamente.
Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Non sono una persona metodica e non amo fare progetti troppo vincolanti . Quando creo un arazzo o una semplice sciarpa mi organizzo creando delle linee guida non troppo rigide e poi parto con l'esecuzione, durante la quale devo sentirmi libera di scantonare e seguire il flusso delle idee. L'ispirazione mi viene da suggestioni improvvise date da un'immagine, da un fenomeno naturale o altro, che elaboro poi nottetempo. Il colore è il principale protagonista delle mie creazioni. Non chiedetemi lavori monocromi o dai colori tranquilli e monotoni, non sono il mio pane. Chiedetemi piuttosto di saltellare da un colore all'altro e di accostare l'impossibile, allora sì che rinasco!

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
La tessitura è un mare senza confini, vorrei navigarlo tutto, ma non è possibile. L'obiettivo? Triplicare il tempo a mia disposizione.


Shop Online: www.mireloom.etsy.com
Pinterest: it.pinterest.com/mireloom

Vorreste essere tra i prossimi ad essere intervistati? Volete condividere con tutti noi il vostro lavoro e le vostre idee creative? Ecco come fare: seguiteci sulla pagina Facebook di Atelier10 e troverete nei prossimi mesi i nuovi eventi Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi. A presto!

Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #9: Atelier10 presenta Colori by Rob

Eccoci qui, l'ultimo appuntamento con le interviste dell'Handmakers' Brunch del 2016. Questa iniziativa ci ha regalato un sacco di soddisfazione, abbiamo incontrato un sacco di nuovi artisti, designer, creativi, crafter e blogger che ci sono raccontati con molto entusiasmo. La cosa più bella è stata condividere tutti questi incontri con voi. Noi di Atelier10 crediamo tantissimo nella condivisione e nel creare una comunità e in questo ci siete stati molto vicini. L'ultima intervista dell'anno è quella di Roberta: oggi vi presentiamo Colori by Rob.

Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Sono una craft blogger che vive vicino a Firenze con la famiglia. Amo i colori, le idee originali e tutto quello che è creativo. Mi piace leggere libri, passeggiare e stare in compagnia con le persone. La carta è uno dei materiali che utilizzo di più e che porto a giro con i laboratori di carta creativa.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Fin da piccola ho sempre disegnato e creato vari oggetti. Con la maternità ho scoperto il mondo delle mamme blogger e mi sono ispirata a loro decidendo di aprire un blog di idee creative. Il blog mi ha portato in giro per le fiere e sul web e mi ha fatto conoscere molte persone che hanno un cuore creativo.


Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Mi piace fare dei lavori originali che possano essere di ispirazione per gli altri. Le ispirazioni vengono principalmente dal web, ma anche dalle riviste e dalla vita reale.


Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Mi piacerebbe aggiornare il blog, vorrei continuare a condividere tutorial e tenere laboratori di carta creativa. Il sogno nel cassetto è quello di poter raccogliere in un libro i tutorial creativi.


Oggi non ringraziamo solo Roberta per la sua disponibilità ma anche tutti voi per averci seguito e sostenuto in questo bellissimo anno. Noi di Atelier10 vi auguriamo un fantastico Natale e un meraviglioso anno nuovo, ricco di sorprese e meraviglie. Ci vediamo nel 2017!

Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #8: Atelier10 presenta WOOLLØ

Oggi vi raccontiamo una storia di artigianato tutta al maschile. Lorenzo vi racconterà una storia di passione per la lana, dallo sferruzzare come dice lui al creare meravigliosi prodotti e la ricerca non è ancora finita.
Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Mi chiamo Lorenzo, sono un giovane trentenne che vive a Milano da una decina d’anni. Mi sono laureato al Politecnico di Milano in Design e da un paio d’anni sono (piacevolmente) inciampato nel caldo e magico mondo della maglieria. Nella vita reale faccio il grafico in un’agenzia di pubblicità, in quella dei sogni l’artigiano magliaio.

Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Ho iniziato quasi per caso. Alcuni amici, sapendo che per hobby mi divertivo a “sferruzzare” con ferri e lana sul divano di casa, mi hanno invitato a un workshop sulla maglieria. Questo piccolo corso è stato illuminante, dopo solo tre giorni ho sentito l’irrefrenabile desiderio di avere una macchina da maglieria tutta per me. La settimana dopo c’ero riuscito, da allora è diventata un’amica inseparabile.



Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Ho sempre avuto un debole per le fantasie e le grafiche degli anni 70/80 così come per i capi caldi e comodi. Da questo traggo spunto per studiare prodotti che emanino calore grazie alla qualità della lana 100% merino e agli abbinamenti di colori e pattern geometrici.


Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
I miei obiettivi per il futuro? Imparare sempre più, migliorare la mia conoscenza della materia prima e trasformare questa passione in un vero e proprio lavoro a tempo pieno!

Ecco tutti i contatti che potete utilizzare per seguire WOOLLØ e la sua, sappiamo già, interessantissima evoluzione.
E' venuta anche a voi voglia di qualcosa di caldo per l'inverno?

Handmakers' Brunch - Il tavolo dei creativi #7: Atelier10 presenta Ergot

Siamo già arrivati all'Handmakers' Brunch numero 7! Oggi vi presentiamo una ragazza piena di talento e fantasia, lei è Cristina e oggi vi racconterà la sua storia. Grazie a tutti per la bella partecipazione che ogni mese ci accompagna nel nostro evento. Ricordate che il prossimo creativo pubblicato è sicuramente tra di voi e non vi resta che seguire la nostra pagina Facebook Atelier10.


Chi sei, cosa fai e dove vivi?
Vivo in provincia di Modena. Nella vita reale pratico ed insegno nuoto, poi quando torno a casa e mi immergo nella mia dimensione artistica, libero la mia fantasia dando vita a gioielli, illustrazioni ed altri oggetti del mio immaginario.


Quando, come e perchè hai iniziato? Raccontaci la tua storia.
Asilo Nido, perchè un creativo fin dalla tenera età entra in contatto col proprio estro. Da parte dei miei genitori e della mia famiglia ho trovato poi supporto nella scelta di frequentare un Liceo Artistico e l'incoraggiamento nel portare avanti ogni mio progetto. Queste due componenti mi hanno permesso di entrare sempre più in confidenza con la mia creatività potendomi esprimere liberamente nel corso degli anni evolvendo la mia arte attraverso il mio vissuto. Per questo la risposta al perchè ho iniziato non trova spiegazione in un momento preciso.


Da dove trai ispirazione e come nascono le tue creazioni?
Per quanto riguarda le illustrazioni traggo ispirazione del rapporto che mi lega da sempre all'acqua e cerco di trasmettere le mie emozioni legate ad essa attraverso una visione onirica di me stessa. Ma l’ispirazione non è sempre la stessa per tutto, come detto traggo spunto dal mio vissuto, dall’arte contemporanea e da quella passata, così come dai materiali stessi che spesso ne suggeriscono da soli l’impiego. Mi limito quindi ad ascoltare me stessa e ciò che mi circonda; curo i materiali, preparo la grafica, il visual merchandising per le fiere o i mercatini, concepisco il packaging e presto attenzione anche ai minimi particolari. Realizzo ogni creazione artigianalmente affinchè possa durare nel tempo come gli oggetti di una volta, suscitando una emozione o risvegliando un ricordo a chi ne viene a contatto. In tutto questo il nuoto gioca un ruolo fondamentale essendo un mezzo di fuga dalla realtà, quando nuoto è come se esplorassi territori nuovi per poi riemergere e raccontarli.  In quanto sport inoltre mi aiuta a darmi degli obiettivi e cercare di raggiungerli, a confrontarmi con gli altri, a migliorare sempre, a fare nuove scoperte. L’acqua è materia dei miei sogni ed Ergot è il medium che mi aiuta a percepirli, connessi tra loro in una dimensione dinamica del caos in cui tempo e spazio corrono in modi differenti e casuali.


Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Il vero obiettivo che ho per il futuro rimane la possibilità di esprimermi liberamente come ho fatto fino ad oggi, potendomi evolvere costantemente nel tempo sperimentando ogni volta cose nuove.


Cristina grazie mille per averci guidati nel tuo mondo artistico e acquatico. Se vuoi seguirla ecco qui tutti i suoi contatti social per non perderti nulla delle sue creazioni.

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